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Quando a Fratel Cosimo apparve Maria

Padre Rocco Spagnolo racconta de “I fioretti di fratel Cosimo” in quel lembo di terra della Locride, dove nel 1968 sarebbe apparsa la Madonna

Finalmente disponibili “I fioretti di fratel Cosimo” (Effatà Edizioni). Si tratta di una raccolta di cinquanta fatti, realmente accaduti, intrisi di mistero, raccontati, con scioltezza espositiva, da padre Rocco Spagnolo (Superiore Generale dei Missionari dell’Evangelizzazione, fondati dal servo di Dio, padre Vincenzo Idà, di cui è in corso la causa di beatificazione e canonizzazione).

Col passare degli anni, così, la conoscenza della realtà “Scoglio” si approfondisce sempre più. E questo grazie anche alla penna dello Spagnolo.

Ci troviamo a Santa Domenica di Placanica (RC), ed in particolare nel luogo meglio conosciuto come “lo Scoglio”, nel quale il profumo del soprannaturale si fa sentire più forte.

Forse proprio per questo, l’attuale Arcivescovo di Reggio Calabria–Bova, Mons. Giuseppe Fiorini Morosini ebbe a dire, quando era Pastore della diocesi di Locri–Gerace, che allo Scoglio “c’è il dito di Dio”.

In questo lembo di terra calabra, nel 1968, sarebbe apparsa la Madonna, a fratel Cosimo Fragomeni. Da allora, il terziario francescano, si dedica interamente, con passione, amore, dedizione ed abnegazione, al progetto affidatogli da Maria: realizzare un centro di spiritualità mariana, visibile in particolare con la costruzione di una chiesa. Il luogo è stato affidato per la cura liturgico-pastorale ai Missionari dell’Evangelizzazione, nella persona di P. Raffaele Vaccaro.

L’attuale Vescovo di Locri–Gerace, Mons. Francesco Oliva (che ha curato la prefazione del libro), ha emesso il decreto con cui ha elevato la realtà mariana a santuario diocesano.

Così, gli orizzonti del discernimento si sono definitivamente rischiarati. Il luogo di preghiera è teatro di eventi misteriosi, che trovano spazio nel libro appena citato. Nello stesso, non si trova una semplice raccolta di fatti, ma si viene accompagnati, attraverso indicazioni sapienziali, a scoprirne la profondità.

Gli accadimenti sono reali. L’autore lascia delicatamente la libertà al lettore di credervi o meno. Questi fatti costituiscono la microstoria del luogo, sono tasselli di un mosaico ancora da completare. Il luogo è spazio di pace e di preghiera.

La Fondazione Comunità dello Scoglio gestisce brillantemente il flusso dei pellegrini, cercando di venire incontro alle tante esigenze che si presentano. Mentre “I Testimoni del Santo Rosario” – altra istituzione fondata dal terziario francescano – sull’esempio dello stesso (olocausto di lode, con la sua vita consegnata alla preghiera, come lo definisce P. Spagnolo), si impegnano nella quotidiana preghiera per i bisogni della Chiesa, per il Santo Padre, per i Vescovi, per i Sacerdoti e per le vocazioni. Allo Scoglio si scopre il senso di Dio e si favorisce la conversione del proprio cuore.

Ci si apre, nella lode, all’amore infinito di Dio. In un tempo di secolarismo imperante ed indifferentismo verso il sacro, la Madonna dello scoglio attira a sé circa un milione di pellegrini all’anno. Conversioni e guarigioni, ristoro e pace sono le caratteristiche che fanno da cornice alle storie che lo Spagnolo racconta.

Riflettere su quanto accaduto è utile al lettore, per percepire una realtà che va “oltre” e che si manifesta visibilmente in luoghi e persone particolarmente vicini a Dio. La spiritualità dello Scoglio si potrebbe così riassumere: primato del soprannaturale, intensa preghiera mariana e imitazione di Maria, recita quotidiana del Santo Rosario, conversione, priorità del silenzio, fedeltà alla Chiesa, all’autorità gerarchica ed al Magistero, logica della croce, intimità divina, evangelizzazione, centralità del “Pane della Vita”. Come clinica dello spirito, allo Scoglio, si predilige la “cristoterapia”.

Per questo le persone si recano a Santa Domenica. Perché – afferma Spagnolo – “si scopre il senso di Dio con la conversione del proprio cuore. Non c’è una religiosità fittizia, formale, stanca e ripetitiva. Qui nella lode, ci si apre gioiosamente all’amore infinito di Dio”. L’autore fa notare, inoltre, che: “se lo scoglio è diventato un centro internazionale di pellegrinaggio in un tempo di indifferentismo e di secolarismo può essere solo grazia di Dio”. Da segnalare che il libro non è strutturato secondo uno schema didattico, ma leggendolo si ha l’impressione trovarsi seduti a parlare direttamente con l’autore, che racconta quanto accaduto.

Una conversazione il cui filo conduttore non è solo la presenza del mistero, ma la certezza di una Presenza che accompagna la vita di fratel Cosimo. È importante segnalare che i proventi del libro, per volontà dello scrittore, verranno devoluti per la realizzazione del nascente santuario di cinquemila posti, uno dei più grandi del meridione d’Italia.

Di seguito il sito ufficiale della Fondazione Madonna dello Scoglio affinché si possano avere maggiori informazioni circa i vari incontri ed eventi ivi organizzati:

http://www.madonnadelloscoglio.calabria.it/

 

 

 

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