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Foto: ZENIT - SC

Polonia, celebrato Atto di Accoglimento di Gesù Cristo come Re e Sovrano

La celebrazione a Łagiewniki, presso il Santuario della Divina Misericordia, presieduta dal card. Stanislaw Dziwisz

Davanti a migliaia di fedeli da tutta la Polonia, ai vescovi polacchi, alle autorità dello Stato con il presidente, Andrzej Duda, si sono tenute lo scorso 19 novembre a Cracovia-Lagiewniki, presso il Santuario della Divina Misericordia, le celebrazioni dell’Atto di accoglimento di Gesù Cristo come Re e Sovrano, a conclusione del Giubileo straordinario della Misericordia. Oggi, domenica 20 novembre, lo stesso Atto sarà celebrato presso tutte le parrocchie della Polonia.

La Santa Messa è stata presieduta dal cardinale arcivescovo di Cracovia, Stanislaw Dziwisz: l’omelia l’ha tenuta il vescovo Andrzej Czaja di Opole, presidente del Comitato dei Movimenti di Intronizzazzione. “Non è nostro il compito di scegliere Cristo come Re, ma riconoscere la sua signoria e arrendersi alla Sua legge, affidare a Lui la nostra patria e la nazione, noi stessi e le nostre famiglie”, ha detto il vescovo Andrzej Czaja.

“Tale Atto di Accoglimento in occasione del Giubileo della Misericordia e nel 1050° anniversario del Battesimo della Polonia non può rimanere soltanto nelle cronache e negli annali”, ha aggiunto il presule, “dobbiamo svolgere un lavoro di trasformazione e regolare la nostra vita secondo la Volontà di Dio, come ci ha insegnato Gesù e il suo Vangelo”.

Mons. Czaja ha ricordato le parole di Giovanni Paolo II all’inizio del suo pontificato, ‘Spalancate le porte a Cristo per la sua potenza salvifica. Non abbiate paura’, utili – ha detto – “per confessare la fede che Gesù è il nostro Re, Signore e Salvatore”.

“Il Governo di Dio si deve realizzare oggi nel cuore degli uomini. Esiste una necessità di armonia e amore tra di noi. Abbiamo bisogno dello Spirito di Dio, lo Spirito di verità e di unità, e anche degli altri frutti dello Spirito: la bontà, la dolcezza, il controllo, la fedeltà e la pazienza”, ha sottolineato il vescovo Czaja.

“In Polonia – ha proseguito – si vede la necessità di maggior rispetto per la legge di Dio. Oggi tutti dobbiamo invocare Dio e lo Spirito Santo per aprirci a Gesù, arrendersi alla sua legge e ai suoi disegni. Apriamo le porte a Gesù, alla potenza del suo amore misericordioso”.

Alla fine della Santa Eucaristia davanti al Santissimo Sacramento si è svolto quindi l’Atto di Accoglimento di Gesù Cristo come Re e Sovrano. L’atto è stato recitato dal presidente della Conferenza Episcopale Polacca, l’arcivescovo Stanislaw Gądecki.

Già l’11 ottobre in una lettera pastorale i vescovi polacchi spiegavano che “non è necessario intronizzare Cristo nel senso di elevazione al trono e dandogli il potere di essere proclamatore. Dopo tutto, egli è il Re dei re e Signore dei signori, per sempre.”

L’Atto di Accettazione di Cristo come Re e Signore in Polonia realizza l’insegnamento di Papa Pio XI, che nella sua enciclica Quas Primas sottolineava la necessità  nei nostri tempi “che Cristo regni”.

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Il Testo dell’Atto su http://episkopat.pl/atto-di-accoglimento-di-gesu-cristo-come-re-e-sovrano/

 

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