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Papa Francesco: “Educare alla pace, come insegnava Chiara Lubich”

Il messaggio del Pontefice all’evento “Reinventare la pace” nel 20° del Premio Unesco a Chiara Lubich. Mattarella: “Questo incontro spinga l’Europa a trovare il coraggio di una maggiore unità”

“Ricercare e sviluppare i mezzi efficaci per ‘reinventare’ una pace che sia frutto di uno sviluppo integrale di tutti e di una presa di coscienza effettiva di una comunità universale fondata sul rispetto, l’ascolto, l’attenzione ai bisogni di ciascuno, la giustizia, il dialogo e la condivisione”.

Questo l’incoraggiamento espresso da Papa Francesco ai membri del Movimento dei Focolari, in occasione dell’evento di oggi a Parigi dal titolo “Reinventare la pace”, nel 20° anniversario della consegna del Premio “Per l’educazione alla pace” attribuito a Chiara Lubich, . In un messaggio a Marco Desalvo, presidente di New Humanity-Focolari, il Papa si dice compiaciuto di questa iniziativa “in vista di proseguire e approfondire questo lavoro di educazione alla pace per il quale Chiara Lubich si è impegnata con forza e perseveranza”.

“Il Movimento dei Focolari – afferma il Santo Padre – non ha cessato di operare, insieme certamente ad altre associazioni e in collaborazione con l’Unesco, per la pace, la riconciliazione, l’amicizia fra i popoli e fra i membri delle diverse religioni”. Francesco esorta a proseguire su questa strada e affida i lavori di questi giorni a Parigi al Signore “che è venuto per raccogliere l’umanità in un’unica famiglia”, affinché “possano portare frutti di educazione alla pace”.

Gli auguri di “un proficuo lavoro” sono giunti pure dal presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, il quale in un messaggio ai partecipanti scrive: “La costruzione della pace resta certamente l’impressa al tempo stesso più impegnativa, e più coinvolgente, tanto per la persona quanto per l’intera famiglia umana”. “La pace – afferma il capo di Stato -passa dalla fine delle guerre e delle violenze, dal ripudio del terrorismo e di ogni fanatismo. E si nutre anche di giustizia sociale, di rispetto delle differenze, di salvaguardia dell’ambiente, di cooperazione tra gli Stati, dialogo interreligioso, di un’economia che non escluda bensì faccia crescere le opportunità, soprattutto di chi oggi soffre per le vecchie e nuove povertà”.

“La pace ci sfida al cambiamento, richiede un rinnovato spirito di dialogo e di fraternità, e sollecita la coscienza di ciascuno di noi, ci spinge ad esserne testimoni e anticipatori”, aggiunge Mattarella. Che si dice convinto che l’incontro di Parigi “darà un contributo significativo alla nostra società e all’intera Europa, che deve trovare il coraggio di una maggiore unità e di una più coerente coesione tra le sue parti, condizione per divenire artefice di un migliore equilibrio nel mondo”. [S.C.]

 

 

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