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Syria

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Mons. Khazen: “In Siria non esiste opposizione moderata”

Il vicario apostolico di Aleppo dei Latini denuncia che i gruppi protetti e armati dagli Usa si comportano come l’Isis

La cosiddetta “opposizione moderata”, in Siria, è tutt’altro che “moderata”. Se ne sente parlare spesso, di questi tempi. L’accusa che gli Stati Uniti rivolgono alla Russia, impegnata militarmente nel Paese mediorientale, è quella di colpire non solo i jihadisti dell’Isis, ma anche presunti “oppositori moderati” al Governo Assad.

Di come sono “moderati” ne parla all’agenzia AsiaNews il vicario apostolico di Aleppo dei Latini, mons. Georges Abou Khazen. “Ad Aleppo da qualche giorno siamo sotto continui bombardamenti sui civili, che causano morti, feriti e distruzione”, spiega il presule. La scorsa notte “nei nostri quartieri abbiamo avuto quattro morti e più di 15 feriti, oltre a case ed edifici danneggiati”. E dietro gli attacchi mirati vi sono i cosiddetti gruppi “di opposizione moderata”.

In una lettera inviata ad AsiaNews, egli spiega che “questi bombardamenti provengono dal cosiddetto fronte ‘moderato’, e come tale difeso, protetto e armato. In realtà non differiscono in nulla dagli altri jihadisti [Stato islamico (SI) e al Nusra] se non per il nome solamente”.

 

Il vicario apostolico di Aleppo, che già nei giorni scorsi aveva spiegato come siano “i terroristi stranieri” e non i siriani a voler continuare il conflitto, racconta che “i jihadisti stranieri avrebbero ricevuto il disco verde per intensificare i bombardamenti sui civili”. Per il prelato dietro questa escalation vi sarebbe (forse) la volontà di “far fallire i negoziati di pace” e “far intervenire le forze regionali – da settimane Arabia Saudita e Turchia premono per l’invio di truppe di terra – sul terreno”. “Dietro questa strategia – si chiede mons. Khazen – vi è forze la volontà di impedire all’esercito regolare di avanzare e liberare la regione dal terrorismo e dai jihadisti?”. Di qui l’auspicio del vicario apostolico affinché cessino questi bombardamenti e si torni al tavolo delle trattative.

Un possibile cessate il fuoco è stato evocato venerdì scorso dalle potenze mondiali riunite a Monaco di Baviera. Intanto però, soprattutto nella zona di Aleppo, la situazione si fa sempre più confusa. Gli aerei russi bombardano dal cielo; bombardamenti (come ha confermato mons. Khazen) giungono anche dall’opposizione cosiddetta “moderata”, assistita da Stati Uniti, Turchia, Arabia Saudita e Qatar; milizie irachene e libanesi, assistite da consiglieri iraniani, avanzano sul terreno; avanzano anche i gruppi miliziani curdi. L’Isis, intanto, è riuscito però a conquistare un paio di villaggi. Finora, dal marzo 2011, in Siria sono morte 260mila persone a causa della guerra.

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