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Sergio Mattarella

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Mattarella: “Donne, cuore e volto dell’Italia. Violenza una piaga della società”

Nel suo intervento per la Giornata internazionale della donna, il presidente della Repubblica ha parlato anche di astensionismo politico e di lavoro femminile

“Le donne italiane rappresentano il cuore, il volto, la struttura portante dell’Italia. Le loro speranze, i loro progetti, le loro sofferenze animano il tessuto sociale del nostro Paese”. Con queste appassionate parole, il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella ha celebrato tutte le donne d’Italia e non solo, in occasione della Giornata internazionale di ieri a loro dedicata.

“Vi è un legame negativo tra il lavoro che manca e il calo demografico non è vero che il lavoro allontana la donna dalla maternità”, ha detto il capo di Stato. “È vero il contrario: proprio l’aumento del lavoro femminile può diventare un fattore favorevole alle nascite. Senza un aumento del lavoro femminile, il Paese non avrà la crescita che tutti noi speriamo e non potremo parlare davvero di uscita dalla crisi”.

Sul tema della violenza, il presidente ha evidenziato che: “Non c’è libertà quando la donna a lavoro è vittima di violenze fisiche o morali o viene costretta a spazi di sofferenza. La violenza sulle donne – ha soggiunto – è ancora una piaga della nostra società, che si ritiene moderna, e va contrastata con tutte le energie di cui disponiamo e con la severità di cui siamo capaci, senza mai cedere all’egoismo dell’indifferenza”.

Ricordando, infine, che l’8 marzo di quest’anno si celebrano i 70 anni della Repubblica e il primo voto espresso dalle donne, Mattarella ha sottolineato che “il pieno riconoscimento dei diritti politici delle donne costituisce elemento fondativo della nostra Repubblica”. Tuttavia, ha rilevato, si assiste a un distacco dalla politica che coinvolge soprattutto il mondo femminile.

Secondo il capo di Stato, “l’astensionismo è una ferita che nessuno può permettersi di trascurare: la partecipazione politica dei cittadini oggi si è ridotta, e purtroppo questo avviene di più tra le donne”. E “dopo tanta fatica per conquistarlo, non bisogna dissipare o accantonare il diritto al voto…”.

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