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Family Day 2016

Family Day 2016 - Andrea Barcaccia (Comitato Difendiamo i Nostri Figli)

L’incoraggiamento del Papa a Gandolfini, promotore del Family Day

Il Santo Padre l’ha ricevuto in udienza stamattina e lo ha incoraggiato ad “andare avanti” nella sua battaglia pro-famiglia e contro l’utero in affitto

Se si attendeva un esplicito sostegno da parte del Papa ai laici che si impegnano nella società civile italiana a favore della famiglia, questo sostegno è giunto oggi, 29 aprile 2016.

Il Santo Padre stamattina ha ricevuto in udienza privata Massimo Gandolfini, presidente del Comitato Difendiamo i Nostri Figli e promotore dei Family Day del giugno e del gennaio scorsi.

Raggiunto telefonicamente da ZENIT, il neurochirurgo bresciano è raggiante, la sua voce tradisce ancora l’emozione per l’incontro avvenuto in Vaticano.

Un incontro agognato da tempo, da quando Gandolfini è divenuto una figura di riferimento nel mondo “pro-family” italiano. “Sentivo l’esigenza di poter a quattr’occhi rappresentare al Papa i valori e i principi nell’ambito dei quali si muove il nostro Comitato”, spiega.

Già, perché – aggiunge Gandolfini – “c’è sempre qualcuno che ti dipinge così come non sei, dando adito a fraintendimenti che rischiavano di arrivare anche al Santo Padre”. Di qui la richiesta, avvenuta “ardentemente”, di incontrare il Papa di persona.

“Sono contentissimo – prosegue – che questa occasione ci sia finalmente stata, soprattutto per il contenuto dell’incontro, in cui ho potuto registrare una condivisione totale e un forte incoraggiamento a proseguire su questa strada difficile ma assolutamente necessaria”.

Gandolfini spiega d’aver rivolto a Papa Francesco, il quale era molto informato sui due Family Day, le seguenti domande: “Santità, dobbiamo andare avanti? Dobbiamo fermarci?”. Eloquente la risposta del Vescovo di Roma: “Andate avanti così, vi ringrazio per quello che fate”. Ed ha poi aggiunto: “Spetta a me, in quanto Papa, ribadire i principi che sono patrimonio secolare della Chiesa. Spetta a voi, che siete laici con una coscienza ben formata, protrarre l’impegno per difendere questi principi nella società”.

Dopo essersi inginocchiato e aver ricevuto la benedizione, Gandolfini ha poi chiesto al Papa di poter instaurare una relazione più stretta, di modo da poterlo informare sulle attività del Comitato. Il Pontefice ha risposto positivamente.

L’impegno nella società civile del Comitato Difendiamo i Nostri Figli guarda al futuro prossimo. Il 9 maggio arriverà alla Camera il ddl sulle unioni civili. “I margini di tempo per intervenire sono ormai ridotti – commenta Gandolfini – ci giunge inoltre notizia che Renzi vorrà far approvare il testo con la fiducia”.

È per questo che – promette il portavoce del Comitato – “faremo appello al presidente della Repubblica perché vagli con estremo rigore i profili di incostituzionalità di questa legge, che sono stati riconosciuti da una sessantina di giuristi di chiara fama internazionale”.

Profili evidenti di sfruttamento del corpo femminile si intravedono invece dietro la pratica dell’utero in affitto. Alla Camera è slittato a data da destinarsi il voto su quattro mozioni di condanna nei confronti della maternità surrogata. Anche questo tema è stato affrontato da Gandolfini con Papa Francesco.

“Ho descritto l’utero in affitto come ‘abominevole’ e ‘incivile’ – dice Gandolfini – e il Santo Padre ha annuito”. Il neurochirurgo racconta poi che Francesco ha ribadito “il diritto dei bambini ad avere un papà e una mamma”.

Affermazione, quest’ultima del Papa, che può suscitare riprovazione da parte di taluni ambienti culturali, se non persino il ricorso alle vie legali. Ne sa qualcosa Gandolfini, recentemente querelato dall’Arcigay per diffamazione. “Si tratta evidentemente di un’incomprensione che spero venga riconosciuta e sanata”, commenta. Del resto non ha tempo per “vestire i panni del martire”, perché deve “andare avanti” nella difesa della famiglia. Papa Francesco docet.

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