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Padre e figlio passeggiano

Pixabay CC0 - 921563, Public Domain

L’ideologia gender contro San Giuseppe e un magistrato inglese

Asili italiani cancellano la festa del papà per rispetto verso le “famiglie arcobaleno”. Un giudice inglese sospeso per aver detto che gli studi non dimostrano che crescere con omosessuali sia “il meglio per i bambini”

San Giuseppe in Italia. Un magistrato in Gran Bretagna. Sono loro le due nuove vittime dell’ideologia gender.

Il padre putativo di Gesù, la cui ricorrenza (19 marzo) è tradizionalmente associata alla festa del papà, è evidentemente una figura che i profeti dell’indifferentismo sessuale – sempre pronti a chiedere maggiore tolleranza nei loro confronti – non tollerano affatto. Lo testimonia quanto sta avvenendo in un asilo del quartiere Isola, a Milano.

Su decisione della direzione scolastica, da quest’anno per la festa del papà i bambini dovranno rinunciare ai lavoretti fatti a mano e alle filastrocche imparate a memoria per esprimere affetto verso i loro papà.

La decisione, fanno sapere dai vertici della scuola materna, è stata presa per non discriminare eventuali bambini che vivono con coppie dello stesso sesso. È così che al posto della consueta festa in onore dei papà, è stata organizzata una programmazione didattica dedicata alle diverse etnie. Un unico gesto per allinearsi a due scuole di pensiero del politicamente corretto: ideologia gender e melting pot.

Al di là delle frasi di circostanza e della “benedizione” della Giunta comunale di sinistra, fuori dall’istituto i genitori si dimostrano riluttanti all’idea di dover riporre in soffitta la figura di San Giuseppe a beneficio di una più anonima acclamazione verso la società multiculturale.

“Non capisco perché eliminare una consuetudine che si concretizzava con un gesto d’affetto e restava nel tempo”, si chiede un papà mischiato tra i tanti genitori che fuori dal cancello mormorano per la decisione della scuola.

A dare eco alla loro insofferenza, l’intervento di alcuni politici. L’ex vice-sindaco di Milano Riccardo De Corato (FdI-An) sottolinea che la scuola è comunale e dunque “non è accettabile che ognuno faccia quello che gli pare”. De Corato ha inoltre ricordato che la Giunta Pisapia non è nuova a iniziative tese a debellare la famiglia, su tutte l’introduzione dei termini “genitore 1” e “genitore 2” al posto di “mamma” e “papà”.

Come non nuova è la volontà di espellere San Giuseppe dalla scuola italiana. A Bologna, tre scuole dell’infanzia hanno annunciato che quest’anno non organizzeranno iniziative per la festa del papà. Già lo scorso anno, a Roma, la stessa decisione aveva fatto discutere. Un gruppo di genitori aveva inviato una diffida all’istituto, chiedendo di ripristinare i festeggiamenti e minacciato il ricordo al Tar in caso contrario.

L’intraprendenza di quel drappello di genitori romani è un generoso tentativo di reazione dinanzi a un’ideologia aggressiva che si estende ovunque, almeno nel mondo occidentale. A farne le spese qualche tempo fa è stato un magistrato 69enne del Kent, in Inghilterra, di nome Richard Page.

Reo di aver dichiarato, nel corso di un’intervista alla Bbc, che non c’è abbastanza evidenza sul fatto che affidare i bambini alle coppie omosessuali è nel loro interesse, Page è stato rimosso dal suo ufficio dal Lord Cancelliere.

La notizia, lanciata dall’Observatory on intolerance and discrimination against Christians in Europe, è stata ripresa in Italia da Marco Tosatti per La Stampa. Ecco le parole costate care al giudice inglese: “La mia responsabilità come magistrato, come la vedevo, era di fare ciò che consideravo meglio per i bambini, e la mia sensazione quindi era che sarebbe meglio se i genitori adottivi fossero un uomo e una donna”.

Dopo un’inchiesta condotta da una commissione disciplinare, è stato rimosso in quanto ha dimostrato con quell’intervista di avere “un pregiudizio” verso i genitori adottivi dello stesso sesso. Già nel 2014 Page aveva conosciuto quanto severa possa essere l’ideologia gender. Per non essere stato d’accordo con i suoi colleghi circa l’affidamento di un bambino a una coppia gay, fu costretto a seguire un “corso di rieducazione”.

Ampio il bagaglio di esperienza professionale che questo magistrato inglese ha alle spalle, tale da fargli commentare così la decisione di sospenderlo: “Come magistrato, devo agire sulla base dell’evidenza, e molto semplicemente, credo che non ci sia evidenza sufficiente a convincermi che piazzare un bambino alla cura di una coppia dello stesso sesso possa globalmente essere benefico come piazzarli con una mamma e un papà come Dio e la natura fanno”.

Parole che tuttavia non serviranno ad ammorbidire la sanzione emessa nei suoi confronti, anzi. I termini “Dio” e “natura” non figurano nel vocabolario della “neo-lingua” orwelliana che i fautori del gender vogliono imporre. Quegli stessi fautori che – come rileva Andrea Williams, avvocato di Page – “cercano di far tacere le opinioni opposte” e “se non ci riescono, schiacciano e puniscono le persone che hanno queste opinioni”.

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