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Key to freedom

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Libertà religiosa e sfide etiche. Quale il ruolo della fede nel mondo globalizzato?

Presentato a Roma alla Gregoriana il volume collettivo “Religion and Politics”, frutto dell’impegno di Scuola Sinderesi

Mercoledì 24 febbraio è stato presentato a Roma, presso la Pontificia Università Gregoriana, il volume collettivo Religion and Politics, frutto dell’impegno di Scuola Sinderesi, una originale esperienza formativa, sorta all’interno del Centro Fede e Cultura “Alberto Hurtado” della Gregoriana, che ha coinvolto finora 300 giovani di tutto il mondo.

Scuola Sinderesi è un percorso annuale di formazione all’impegno socioeconomico e politico, che offre ai giovani laici di età non superiore a 35 anni, dotati di background di studio ed esperienze lavorative diverse, di incontrarsi e confrontarsi sulle grandi sfide della Chiesa nel mondo odierno, prendendo spunto da testimonianze di autorevoli docenti ed esperti. L’iniziativa, ideata e diretta da mons. Samuele Sangalli, gode della collaborazione dell’Ufficio di Roma della Fondazione Konrad Adenauer.

Qual è il ruolo pubblico della fede nel mondo contemporaneo globalizzato? Come si confronta la libertà religiosa con un’etica in mutamento? Sono alcune delle domande a cui cerca di rispondere il volume Religion and Politics. Hanno preso parte alla presentazione in qualità di relatori: il cardinale Luis Antonio G. Tagle, arcivescovo di Manila e presidente di Caritas Internationalis; Dieter Althaus, della Fondazione Konrad Adenauer; Giancarlo Bosetti, direttore della rivista Reset. Sono inoltre intervenuti: P. Francois-Xavier Dumortier SJ, rettore dell’Università Gregoriana e Karlies Abmeier della Fondazione Adenauer. Conclusioni a cura di mons. Samuele Sangalli, curatore del volume e direttore di Scuola Sinderesi.

Nell’anno del Giubileo straordinario occorre rileggere e affrontare i mali e i problemi che affliggono l’umanità, per favorire l’integrazione tra i popoli attraverso la parola-chiave proposta da Papa Francesco per l’Anno Santo: la misericordia. Questo l’invito del cardinale Tagle. Che si voglia debellare il terrorismo internazionale o quello di matrice islamica, che si voglia risolvere il problema della fuga di massa dalle guerre e dalla miseria, che si voglia arginare la dolorosa piaga delle morti quotidiane di bambini per malnutrizione o per i naufragi nel Mediterraneo, la ricetta – ha affermato Tagle – è sempre la stessa: mostrare misericordia “non solo verso i propri membri ma anche verso chi è fuori dai propri confini”.

Rivolgendosi principalmente al mondo religioso, l’arcivescovo di Manila ha richiamato le parole del Papa nella bolla di indizione – un Giubileo che vada “oltre i confini della Chiesa cattolica” – per sottolineare come, in primis, ai religiosi venga chiesto “di guardare oltre le proprie tradizioni” per apprendere e comprendere come le altre religioni concepiscano ed attuino il concetto di misericordia, e quanto esse possano essere di insegnamento per la Chiesa. In un momento in cui anche l’economia e la politica si sono rese conto di quanto il contributo delle religioni sia essenziale e determinante per le sorti del pianeta, le fedi religiose – ha ammonito il cardinale filippino – devono dimostrare che “sono capaci di cooperare per contribuire allo sviluppo umano e sociale, piuttosto che farsi usare a fini di terrorismo”.

Il volume Religion and Politics sviluppa, nella prima parte, un’analisi sulla religione e il suo rapporto con il potere politico, dal punto di vista della teologia, del dialogo interreligioso, della scienza politica, delle relazioni internazionali e della diplomazia, attraverso le cinque relazioni introduttive curate dal prof. Sangalli, dall’ambasciatore Lenzi, dal cardinale Re, dal prof. Bongiovanni e dal dott. Melidoro. Nella seconda sezione, il volume presenta i risultati del confronto realizzatosi tra i giovani della Scuola Sinderesi dell’anno accademico 2014-2015 ed esponenti delle principali tradizioni religiose mondiali: Sandro Di Castro, presidente associazione Bene Berith di Roma; Abdellah Redouane, segretario generale Centro islamico culturale d’Italia della Grande Moschea di Roma; Maria Angela Falà dell’Unione Buddhista Italiana; i docenti Markus Krienke della Facoltà di Teologia di Lugano e Bruno Lo Turco dell’Università La Sapienza, in collaborazione con diverse Ambasciate accreditate presso la Santa Sede e lo Stato italiano.

Scuola Sinderesi ha affrontato negli anni diverse tematiche, destinate a confluire in altrettanti volumi: Sinderesi: fondamenti di etica pubblica (GBPress, 2012); La sussidiarietà. Mappe e rotte di esplorazione (GBPress, 2014); Solidarietà e democrazia. Mediazione e dialogo tra ideali e realtà concrete (GBPress, 2014). L’anno in corso è dedicato a I processi della globalizzazione – L’umanità in movimento. Il cambiare come nuovo modello di esistenza.

La sinderesi (letteralmente “osservare”), secondo Tommaso d’Aquino, è la tendenza naturale dell’uomo a volere il bene e rifiutare il male. Quella capacità di discernimento che, per mons. Samuele Sangalli, è “una abilità necessaria per prendere parte in maniera attiva e responsabile alla vita civile. Scuola Sinderesi è quel luogo dove poter sviluppare la passione per l’impegno sociale e politico in stile comunitario”. La Scuola (che ha dato vita recentemente ad una Fondazione) intende qualificarsi, attraverso una rete di relazioni, come “palestra di libertà” dove uomini e donne siano stimolati ad elaborare un proprio giudizio sulla realtà maturo e competente, e dove vengono formati giovani “non superficiali”, desiderosi di prendersi cura della propria coscienza e di assumere la loro vocazione ad essere persone oneste all’interno della società.

Scuola Sinderesi attrae sempre nuovi giovani – quest’anno sono circa 80 – in cerca di apprendere ciò che ancora appare inesplorato e, al contempo, di prendere consapevolezza di come è stata, di com’è e di come potrà evolversi la comunità globale. Un dialogo dinamico, aperto agli aspetti internazionali (a partire da quest’anno, con pubblicazione in inglese) e volto ad accogliere chiunque voglia coltivare la propria vocazione solidaristica e sociale ed esplorare orizzonti ancora sconosciuti.

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