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Daily meditation on the Gospel

Pixabay CC0 - PD

L’effimero ci attrae — Meditazione quotidiana

Meditazione della Parola di Dio di Martedì 18 Luglio 2017, della XV Settimana del Tempo Ordinario

Lettura

Il testo sacro in pochi versetti ci ragguaglia circa le origini, il nome e la storia di Mosè. Ci colpisce il fatto che egli, “ormai cresciuto in età”, vada dai fratelli  e abbia un’idea di giustizia ben lontana da quella del cuore di Dio. Nel deserto di Madian compie il lungo cammino di purificazione interiore, in modo che sia in grado di capire i criteri di giustizia di Dio, e il suo modo di valutare le situazioni umane. Il Vangelo ci dice che non si può respingere impunemente il dono di Dio. Dopo il saluto “pace a questa casa”, si può alla fine sentire il forte lamento di Gesù: “Guai a te”.

Meditazione

Come Mosè, spesso anche noi dobbiamo liberarci da tanti condizionamenti per passare, da una nostra giustizia, al vedere le cose dal punto di vista di Dio, per essere nella giusta prospettiva. Brano stupendo: Dio si serve di tutte queste vie traverse che si soprappongono, per tracciare la strada del suo intervento salvifico! Gesù nel Vangelo utilizza un linguaggio esigente, come i profeti con Israele, che preferiva volgere il cuore ad altri idoli. I numerosi miracoli compiuti da Gesù in queste città servivano per far nascere la fede nella parola e nella persona di Gesù. Ma gli israeliti hanno chiuso il loro cuore e non si sono convertiti! Questo richiamo tocca anche noi: ciò che conta non è essere membri della Chiesa e parte del popolo di Dio, ma vivere da membri della Chiesa e da Figli di Dio. Anzi, la nostra responsabilità è ancora maggiore perché noi, attraverso i Sacramenti, abbiamo la possibilità di ricevere la forza della sua azione salvifica. Noi viviamo nel mondo delle apparenze, che scambiamo per realtà. Perciò, normalmente ci mettiamo in situazione di idolatria di fronte a realtà che durano poco, quasi un istante del tempo eterno. La nostra vita è reale, ma spesso è irreale il modo di viverla. Il nostro esistere è concreto, ma nell’esistere non di rado ci fermiamo e sostiamo sull’apparente. Siamo come degli uccelli che non usano mai le ali e si riducono a saltellare sulla terra. Rasentiamo i problemi terreni, senza mai guardarli nella loro interezza e dall’alto. L’effimero ci attrae più di ciò che è duraturo. Perciò, quasi tutte le nostre vedute sono falsate, ed è falsata la nostra vita. Il grande biblista Joseph Lagrange ha definito questo brano «la perla più preziosa del Vangelo di Matteo», perché obbliga ad una riflessione che conduce ad un cambiamento di prospettiva sulla propria vita.

Preghiera

O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme (colletta).

Agire

Cosa significa per me convertirmi? Ho preso mai sul serio l’imperativo di Gesù: “Il tempo è compiuto. Convertitevi”. Con quale gesto pratico posso esprimere il mio cammino di conversione?

Meditazione del giorno a cura di padre Celeste Cerroni, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti [email protected]

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