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Domus Santa Marta in Vatican City

ZENIT

Le “vacanze” di Papa Francesco

Il Pontefice trascorrerà il suo riposo estivo nel mini appartamento della Casa Santa Marta

Papa Francesco è originale e imprevedibile anche nel modo in cui trascorre le vacanze. Niente viaggi o spostamenti, nessuna visita a Castel Gandolfo, né escursioni in montagna o riposo in località marine.

Come spiega Luis Badilla sul sito Il Sismografo, specializzato in informazione vaticana, il Pontefice argentino passa le vacanze nel mini appartamento di Santa Marta.

“Sostanzialmente – racconta Badilla – i suoi orari della vita quotidiana non cambiano: continua ad alzarsi come sempre, alle 4,45 circa, e gli orari dei pasti non cambiano così come quello del breve riposo pomeridiano che fanno di lui ‘una persona che si alza due volte alle 4.45 (am e pm)’. La sera, tra le 22.15 e le 22.45, chiude la sua giornata con un lungo momento di preghiera prima di andare a letto. Dorme poche ore ma bene e forse in questi giorni dorme un po’ di più”.

“Cambia invece, e molto, il tempo che Papa Francesco dedica alla preghiera, allo studio, alla lettura, all’ascolto di musica e alle questioni proprie del suo ufficio. Esce poco dalla sua casa, Santa Marta. Qualche volta esce per fare due passi nelle vicinanze, spesso quando accompagna fino alla porta del Convitto un qualche suo ospite”.

In questi giorni di riposo, che alla fine saranno più o meno 25, prima di partire verso la Polonia per presiedere la XXXI GMG, come negli anni precedenti è certo che il Santo Padre incontrerà molte persone, spesso nella seconda parte del pomeriggio. Ovviamente riceverà i suoi collaboratori più diretti e vicini, ma anche altri presuli di Curia con i quali desidera parlare su temi o argomenti specifici, amici e qualche altra personalità accolti per un incontro speciale, magari programmato da tempo.

Prosegue Badilla: “Si è scritto e ribadito che ‘Papa Francesco non ama le vacanze’, ma in realtà non è così. A lui piace riposare e spesso applica a se stesso queste parole: ‘Il lavoro è importante, ma anche il riposo. Impariamo a rispettare il tempo del riposo, soprattutto quello domenicale’. (Tweet di @pontifex del 10 ottobre 2015)

Per Francesco il riposo deve avere una sua logica e un suo senso e non può essere sinonimo di far nulla o sprecare il tempo. Il riposo deve avere un ruolo naturalmente diverso a quello del lavoro. Studiosi tedeschi, esperti nella materia, sostengono che il riposo migliore si ottiene cambiando il ruolo ricorrente nello scandire delle giornate lavorative, e dunque utilizzando il proprio tempo in attività e impegni che non sono possibili spesso nel periodo di lavoro; insomma, cambiando il più possibile i contenuti della propria giornata.

Il 2 aprile 2015, Papa Francesco disse: “Succede anche che, quando sentiamo il peso del lavoro pastorale, ci può venire la tentazione di riposare in un modo qualunque, come se il riposo non fosse una cosa di Dio. Non cadiamo in questa tentazione. La nostra fatica è preziosa agli occhi di Gesù, che ci accoglie e ci fa alzare”.

Ecco che, in questi giorni di riposo, per Papa Francesco acquistano grande rilevanza i momenti della lettura, della musica, delle conversazioni sciolte e non protocollare, del silenzio, della preghiera e della meditazione (“per pensare ancora ciò che si è già pensato”).

Il 18 agosto 2014, sull’aereo che lo riportava a Roma dalla Corea del Sud, Papa Francesco rispose a una domanda della giornalista Deborah Ball sull’intenso ritmo di lavoro delle sue giornate – cosa che preoccupa a molti – con queste parole: “Eh sì, qualcuno me l’ha detto! Io ho fatto le vacanze, adesso, a casa, come faccio di solito, perché… una volta, ho letto un libro, interessante, il titolo era: “Rallegrati di essere nevrotico”! Anch’io ho alcune nevrosi, ma bisogna trattarle bene, le nevrosi! Dare loro il mate ogni giorno… Una di queste nevrosi è che sono un po’ troppo attaccato all’habitat. L’ultima volta che ho fatto vacanze fuori Buenos Aires, con la comunità gesuita, è stato nel 1975. Poi, sempre faccio vacanze – davvero! –, ma nell’habitat: cambio ritmo. Dormo di più, leggo le cose che mi piacciono, sento la musica, prego di più… E questo mi riposa.”

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