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Mons. Bruno Forte

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La Quaresima ci ricorda che Dio è amore

Nel suo messaggio alla diocesi di Chieti-Vasto, l’arcivescovo Bruno Forte esorta i fedeli a vivere le opere di misericordia

Riportiamo di seguito il messaggio per la Quaresima 2016 consegnato da monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, ai fedeli della diocesi abruzzese.

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Nella Bolla d’indizione del Giubileo della Misericordia Papa Francesco ha invitato tutta la Chiesa a vivere la Quaresima dell’anno giubilare “più intensamente come momento forte per celebrare e sperimentare la misericordia di Dio” (Misericordiae Vultus, 17). In questa prospettiva ha richiamato l’importanza dell’ascolto della Parola di Dio e l’iniziativa delle «24 ore per il Signore» (4-5 Marzo 2016), che ha lo scopo di educare all’adorazione umile e accogliente del Dio vivente, che è il Dio di misericordia, e di incoraggiare il ricorso ai fiumi di grazia del Suo perdono. Al fine di aiutare l’accoglienza profonda nei nostri cuori e nelle nostre comunità dell’invito del Successore di Pietro, ho scelto di dedicare il messaggio per questa Quaresima dell’anno giubilare 2016 alla meditazione del volto del Dio misericordioso, che Gesù ci ha rivelato come Trinità d’amore e alla cui vita ci ha offerto di partecipare.

  1. Dio è Amore. È Giovanni, l’Apostolo che ha posato il capo sul petto di Gesù nell’Ultima Cena e ha meditato sulla rivelazione del Figlio di Dio fatto uomo sintonizzandosi con quel cuore, a testimoniarci che “Dio è amore” e che “chi non ama non ha conosciuto Dio” (1 Giovanni 4, 8 e 16). È in realtà Dio stesso a raccontarci nella Bibbia la storia del Suo amore per rendercene partecipi: per questo ci ha creato, chiamando ciascuno di noi a esistere davanti a Lui e per Lui! Quando l’uomo ha usato la libertà avuta in dono per rivoltarsi contro il suo Creatore, questo Dio d’amore ha sofferto, ma ha rispettato la scelta della Sua creatura. Ce lo racconta una delle più belle parabole di Gesù: “Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto…” (Luca 15,11-13). La storia non finisce qui: Dio ama troppo gli uomini per abbandonarli a se stessi. Davanti al nostro rifiuto manifesta la profondità e l’audacia del Suo amore inviando Suo Figlio, che si fa uomo come noi e si consegna alla morte per amore nostro: “In questo si è manifestato l’amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui. In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri… Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui” (1 Giovanni 4,9-11. 16). Dare la vita per un altro significa amarlo dell’amore più grande: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Giovanni 15,13). Così ci ama Dio. La croce è la dichiarazione d’amore di Dio per noi, la rivelazione del cuore divino. La ragione per cui Dio ci ama tanto è che è in se stesso amore.
  1. Dio è Trinità. Ecco il centro e il cuore del messaggio cristiano, ecco la sorgente, il grembo e la meta di tutto ciò che esiste: Dio è amore! Ecco quanto di più importante ci sia dato da pensare! Provo a farlo nel modo più semplice possibile, consapevole di balbettare appena parole d’amore sul mistero santo da cui veniamo, in cui ci muoviamo ed esistiamo e verso cui andiamo nel cammino del tempo. Se Dio è amore, è facile capire come non possa essere solitudine in se stesso: perché ci sia un rapporto d’amore bisogna essere almeno in due. Amare soltanto se stessi non è amore, è egoismo. Dio amore è allora almeno uno che ama da sempre e uno che da sempre è amato e ricambia l’amore: un eterno Amante e un eterno Amato. Colui che ama da sempre è la sorgente dell’amore: egli non è mai stanco di cominciare ad amare e ama per la sola gioia d’amare. È Dio Padre nell’amore, infinitamente libero e generoso nell’amare, da null’altro motivato all’amore che dall’amore: “Dio non ci ama perché siamo buoni e belli, ma ci rende buoni e belli perché ci ama” (San Bernardo). L’altro, l’eterno Amato, è Colui che accoglie da sempre l’amore: è l’eterna gratitudine, il grazie senza principio e senza fine, il Figlio. Quando il Figlio si fa uomo, si unisce a ciascuno di noi: perciò il Padre, amando Lui, ama anche ognuno di noi uniti a Lui, amati nell’Amato, fatti capaci di ricevere l’amore, che è la vita eterna di Dio. L’amore perfetto, però, non si chiude nel cerchio dei due: “Amare non significa stare a guardarsi negli occhi, ma guardare insieme verso la stessa meta” (Antoine de Saint- Exupéry). Il Padre e il Figlio vivono un amore così ricco e fecondo da rivolgersi insieme alla Terza Persona divina, lo Spirito Santo. Lo Spirito è Colui nel quale il Loro amore è sempre aperto a donarsi, a “uscire da sé”: perciò lo Spirito è detto dono di Dio, fonte viva dell’amore, fuoco che accende in noi la capacità di ricambiare l’amore con l’amore. E perciò alita sulla creazione nel primo mattino del mondo e sulla nuova creazione, di cui è segno e promessa la Chiesa, nel giorno della Pentecoste. In quanto poi è l’Amore ricevuto dal Figlio e donato dal Padre, lo Spirito è anche il vincolo dell’amore eterno, l’unità e la pace dell’Amante e dell’Amato. Nello Spirito tutti siamo abbracciati dall’amore che unisce, libera e salva.
  1. Croce e risurrezione, rivelazione della Trinità. In quanto Amore, Dio, dunque, è Trinità, eterno evento dell’amore, che unisce i Tre che sono Uno, il Padre, eterna provenienza dell’Amore, il Figlio, eterno avvento dell’Amore, e lo Spirito, avvenire dell’Amore eterno, Colui nel quale l’amore divino, da sempre uguale a se stesso, è sempre nuovo, eternamente giovane e insieme immutabile nella Sua fedeltà. Questa eterna storia d’amore ci è stata raccontata nel segno supremo dell’abbandono di Gesù in croce e nella vita nuova di Pasqua: la croce è la storia dell’eterno Amante, il Padre, che consegna Suo Figlio per noi; dell’eterno Amato, il Figlio, che si consegna alla morte per amore nostro; e dello Spirito Santo, l’amore eterno che li unisce fra di loro e li apre al dono che essi fanno a noi, rendendoci partecipi della vita divina. La resurrezione è l’evento in cui il Padre dà vita nuova al Crocifisso nella forza dello Spirito Santo: proprio così, essa mostra come i Tre sono Uno nell’amore vittorioso e salvifico, non tre amori, ma un unico, eterno ed infinito amore, l’unico Dio che è amore. Si può dire allora che “vedi la Trinità, se vedi l’amore” (Sant’Agostino): e vedi l’amore se guardi la croce dove il Padre offre per noi il Figlio, mentre lo Spirito – rappresentato in forma di colomba – sta fra l’uno e l’altro, quasi a unirli e ad aprire il loro amore a noi, come manifesterà la vittoria di Pasqua. La croce e la resurrezione sono il racconto della Trinità di Dio, la rivelazione dell’infinito amore: perciò, spesso nella tradizione occidentale la Trinità divina è stata rappresentata con la scena di Dio Padre che regge fra le braccia il legno della croce, da cui pende il Figlio abbandonato, mentre la colomba dello Spirito unisce e separa l’Amante e l’Amato, l’Abbandonato e Colui che Lo abbandona (vedi la Trinità di Masaccio in Santa Maria Novella a Firenze). L’Oriente cristiano ha voluto trasmetterci lo stesso messaggio con la scena dei tre Angeli che apparvero ad Abramo alle querce di Mamre e che erano uno, figura delle tre Persone divine che accolgono gli uomini nel cerchio del loro amore (come fa Andrei Rublev nella celebre icona della Trinità, conservata a Mosca).
  1. Testimoniare l’amore di Dio nelle opere di misericordia. Proviamo allora a fermarci davanti a un Crocifisso o all’icona in cui i tre Angeli ci chiamano a entrare nel dialogo divino dell’amore: disponiamoci in questa Quaresima con un più intenso impegno di preghiera ad ascoltare la dichiarazione d’amore di Dio. Cerchiamo di unirci al Figlio amato, abbandonato e risorto alla vita per noi, e di accogliere l’amore del Padre che ci avvolge e lo Spirito che ci unisce a Gesù e in Lui al Padre. Irradiamo questo amore impegnandoci a vivere le opere di misericordia: “È un miracolo sempre nuovo che la misericordia divina si possa irradiare nella vita di ciascuno di noi, motivandoci all’amore del prossimo e animando quelle che la tradizione della Chiesa chiama le opere di misericordia corporale e spirituale… Se mediante quelle corporali tocchiamo la carne del Cristo nei fratelli e sorelle bisognosi di essere nutriti, vestiti, alloggiati, visitati, quelle spirituali – consigliare, insegnare, perdonare, ammonire, pregare – toccano più direttamente il nostro essere peccatori. Le opere corporali e quelle spirituali non vanno perciò mai separate. È proprio toccando nel misero la carne di Gesù crocifisso che il peccatore può ricevere in dono la consapevolezza di essere egli stesso un povero mendicante” (Papa Francesco, “Misericordia io voglio e non sacrifici” (Mt 9,13). Le opere di misericordia nel cammino giubilare, Messaggio per la Quaresima 2016, 3). È un’esperienza bellissima questa di sentirsi amati da Dio e di amare con la forza che viene da Lui: avvolti dall’amore dei Tre, capiremo che Dio Amore non è una parola vuota, ma il racconto dell’eterno Amore, che si è fatto presente nel tempo perché ciascuno di noi, ascoltandolo e credendo all’amore dei Tre, si lasci trasformare da questo amore e compia le opere di misericordia in cui esso viene a narrarsi fra noi… Vuoi provarci anche Tu? Chiediamolo così: Dio tre volte Santo, Trinità divina, aiutaci a confessare con le labbra e col cuore l’infinita bellezza del Tuo amore: di Te Padre, eterno Amante da cui proviene ogni dono perfetto, di Te Figlio, eterno Amato che tutto riceve e tutto dona, di Te Spirito Santo, Amore ricevuto e donato, vincolo della carità eterna ed estasi dell’eterno dono. In Te, Trinità Santa vorremo nasconderci, per essere amati nell’Amato ed imparare ad amare qui nell’umile fedeltà del tempo e per sempre nel giorno dell’amore che non muore. Nascosti in Te, ci scopriremo sempre più parte del Tuo popolo, Chiesa dell’amore, inviata a vivere e annunciare a ogni creatura l’amore che libera e salva, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen!

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