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Istituti vita consacrata diocesana: per erigerli serve sì della Santa Sede

Un rescritto del Papa afferma che d’ora in poi occorre “la previa consultazione della Santa Sede come necessaria ad validitatem”. Pena “la nullità del decreto di erezione dell’Istituto stesso”

Per erigere nuovi Istituti di Vita consacrata diocesani occorre d’ora in poi “la previa consultazione della Santa Sede come necessaria ad validitatem“. È la novità introdotta da Papa Francesco nel Rescritto pubblicato oggi, a firma del cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, che modifica il canone 579 del Diritto Canonico.

Nella nota si legge: “La Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di vita apostolica, consapevole che ogni nuovo Istituto di vita consacrata, anche se viene alla luce e si sviluppa all’interno di una Chiesa particolare, è un dono fatto a tutta la Chiesa, vedendo la necessità di evitare che vengano eretti a livello diocesano dei nuovi Istituti senza il sufficiente discernimento che ne accerti l’originalità del carisma, che definisca i tratti specifici che in essi avrà la consacrazione mediante la professione dei consigli evangelici e che ne individui le reali possibilità di sviluppo, ha segnalato l’opportunità di meglio determinare la necessità, stabilita dal can. 579 CIC, di richiedere il suo parere prima di procedere alla erezione di un nuovo Istituto diocesano”.

Seguendo il parere del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi, il Papa nell’Udienza concessa al Segretario di Stato, lo scorso 4 aprile, ha stabilito quindi “che la previa consultazione della Santa Sede sia da intendersi come necessaria ad validitatem per l’erezione di un Istituto diocesano di vita consacrata”. Pena “la nullità del decreto di erezione dell’Istituto stesso”.

Il presente Rescritto sarà promulgato tramite pubblicazione su L’Osservatore Romano, entrando in vigore il 1° giugno 2016, e quindi pubblicato sugli Acta Apostolicae Sedis.

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