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Foto: RnS

Giubileo dei Carcerati. A Roma, il musical “Figliol Prodigo” con i detenuti di Opera

Promosso da RnS, lo spettacolo si terrà il 9 novembre all’Auditorium della Conciliazione. Martinez: “Un regalo per la nostra coscienza sociale sopita”

Nel contesto del Giubileo dei Carcerati, mercoledì 9 novembre, alle 20.30, andrà in scena all’Auditorium della Conciliazione il musical ‘Figliol Prodigo’, interpretato da 13 detenuti del reparto Alta sicurezza della Casa di reclusione di Opera (MI) di età compresa tra i 33 e i 55 anni.

Inserito nel programma giubilare dell’Anno Santo della Misericordia, lo spettacolo è liberamente ispirato alla parabola evangelica del Figliol prodigo (cf Lc 15, 11-32), ed è scritto e diretto da Isabella Biffi, in arte Isabeau. Tra gli attori protagonisti, alcuni detenuti che hanno preso parte, nel carcere di Opera, al primo Progetto Sicomoro, cammino di riconciliazione tra vittime dei reati e carnefici attraverso cui Prison Fellowship Italia, organizzazione presieduta da Marcella Reni, realizza nelle carceri il grande tema della giustizia riparativa.

Il musical è prodotto da Eventi di Valore, promosso dalla Direzione Casa di reclusione di Milano Opera, con il patrocinio della Regione Lombardia, dell’Università Lumsa di Roma, Prison Fellowship Italia, e del Rinnovamento nello Spirito. Proprio in occasione della 40ª Conferenza nazionale animatori del RnS, a Rimini, lo scorso 31 ottobre, era andata in scena la prima nazionale dell’opera, ottenendo grandi consensi di pubblico.

“Questo musical –  ha commentato il presidente del RnS Salvatore Martinez – è una risposta compiuta, creativa, puntuale alla riflessione di Papa Francesco. Questo musical è un grande regalo alla nostra coscienza sociale sopita o erronea. Declina il tema del perdono, espresso con grande professionalità attraverso l’arte della musica, del canto, del ballo. ‘Dio può far sorgere figli dalle pietre’ (cf Mt 3, 9): nella prima nazionale del musical, andato in scena a Rimini, non abbiamo visto ‘cuori di pietra’ ma ‘pietre vive’, cuori innamorati della vita, che desiderano vita, che trasmettono vita. Il musical ci insegna, dunque, che misericordia e giustizia si possono incontrare, abbracciare e fecondare la storia”.

 

 

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