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Giuda, Cattedrale di Autun - Wikimedia Commons

Esercizi Spirituali. P.Michelini: “Come aiutare le persone disperate, tentate dal suicidio?”

La meditazione che il predicatore ha proposto al Papa e alla Curia Romana stamattina si snoda intorno alla figura di Giuda e al suo suicidio

È un evento “scandaloso e imbarazzante” la morte suicida di Giuda, che però non viene nascosto dal Vangelo. Intorno a questo tema – come riferisce la Radio Vaticana – si è snodata la meditazione degli Esercizi Spirituali che stamattina, 8 marzo 2017, padre Giulio Michelini ha proposto al Papa e alla Curia Romana presso la Casa Divin Maestro di Ariccia.

Il francescano ipotizza che Giuda possa aver perso la fede, di qui il tradimento nei confronti di Gesù. Ecco allora che “Giuda svela noi stessi”, commenta padre Michelini. Il quale riporta l’esperienza dello scrittore francese Emmanuel Carrèr, che nel libro “Il Regno” racconta di aver riabbracciato la fede per tre anni e poi di averla nuovamente persa. Padre Michelini pone l’accento sul travaglio dello scrittore, che il Venerdì Santo scrive che andrà alla Messa di Pasqua anche non crede più nella Resurrezione ma aggiunge: “Ti abbandono Signore. Tu non abbandonarmi”.

Il predicatore si chiede allora cosa si possa fare per chi è lontano dalla fede.  “Vivo con una comunità di giovani che fanno due missioni popolari all’anno – racconta padre Michelini -. Li prendo in giro perché vanno a ballare per le strade, entrano nelle discoteche e vanno nei pub. Io, naturalmente, da professore non mi permetterei mai di fare una cosa così e quindi scherzo con i miei frati. E sono molti anni da quando insegno che non faccio più missioni popolari. Ma loro sanno quanto stima invece ho per il fatto che c’è qualcuno che va lì dove c’è quello che non vorremmo vedere, ci sono i giovani magari disperati… Dunque anche se noi non svolgiamo questo compito dobbiamo essere davvero grati e solidali verso coloro che vanno per le strade a cercare, come diceva Gesù, i pagani e i pubblicani”.

L’invito di padre Michelini è dunque a non dimenticare i Giuda del nostro tempo, ossia i disperati. Egli chiede di prestare attenzione ai “suicidi assistiti, ai suicidi di giovani”. Di qui la domanda: “Come possiamo aiutare i cristiani del nostro tempo a non perdere la fede, a riprendere coscienza della propria fede, quella di cui si parla nel Nuovo testamento, la fede gioiosa, totalizzante, l’adesione alla persona di Gesù, come possiamo fare perché non avvengano più questi suicidi?”.

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