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Ecuador: vocazioni in ripresa dopo la visita del Papa

Il vicario apostolico di Zamora riferisce di molte persone che sono tornate alla fede cattolica dopo anni di scetticismo o militanza nelle sètte

Dopo la visita pastorale di papa Francesco dello scorso luglio, in Ecuador sono in ripresa le vocazioni sacerdotali e religiose. Lo conferma, in un’intervista alla Radio Vaticana, monsignor Walter Heras, vicario apostolico di Zamora.

Nel paese latino-americano, ha sottolineato il presule, la chiesa locale sta vivendo con particolare intensità il Giubileo della Misericordia, con l’apertura delle porte sante, la preghiera per la Giornata della Pace, all’inizio dell’anno, la preghiera per l’unità dei cristiani, mentre ogni mese si sta promuovendo la pratica di due opere di misericordia in ogni diocesi.

Larga partecipazione stanno riscuotendo anche la giornata penitenziale (anch’essa a cadenza mensile) e i pellegrinaggi organizzati nei principali santuari ecuadoregni.

Rievocando il viaggio pontificio della scorsa estate, monsignor Heras si è compiaciuto della “risposta del popolo”, definita una “vera meraviglia”. Secondo il presule, “il primo frutto della visita di Papa Francesco è vedere tanta gente che si era allontanata dalla Chiesa che ha ripreso la fede”, dopo essere piombata per anni nello scetticismo ed essere stata irretita dalle sètte.

Prendendo atto anche di un “riavvicinamento” reciproco tra chiesa e governo, il vicario apostolico ha parlato di un “risveglio delle vocazioni sacerdotali e religiose”, altro “frutto bellissimo”. Anche molti gruppi sociali ed organizzazioni si sono sentiti spronati dalla visita del Papa ed ora “chiedono l’aiuto della Chiesa per andare avanti”.

“Penso che i frutti siano questi e tanti, tanti altri. Penso che la presenza del Papa abbia dato un grande impulso a ritrovare la fede vera”, ha poi concluso il presule.

 

 

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