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Suore della presentazione

Cracovia: Papa Francesco visiterà a sorpresa le Suore della Presentazione

Il convento delle religiose, fondate dalla beata Sofia Czeska, è inserito negli itinerari spirituali dei giovani che si recheranno alla Giornata mondiale della Gioventù di luglio

Quando è stato pubblicato il programma ufficiale della visita di Papa Francesco in Polonia si è scoperto che il 28 luglio, giovedì mattina, il Pontefice, andando dal Palazzo degli Arcivescovi di Cracovia all’aeroporto di Balice, per prendere un elicottero che lo porterà al monastero di Jasna Gora a Czestochowa, visiterà la comunità delle Suore della Presentazione.

“Si tratta di una visita strettamente privata. Il Santo Padre pregherà con le sorelle e incontrerà gli studenti delle scuole da loro gestite”, spiega mons. Damian Muskus, coordinatore generale del Comitato organizzatore della Giornata Mondiale della Gioventù 2016 a Cracovia, in occasione della presentazione della visita di Francesco in Polonia.

Il convento delle Suore della Presentazione è inserito negli itinerari spirituali dei giovani che andranno a Cracovia per la Giornata mondiale della Gioventù. Nella piccola chiesetta attigua al monastero, i pellegrini avranno l’occasione di accostarsi al sacramento della penitenza.

In una delle cappelle laterali della chiesa i pellegrini potranno pregare davanti alle reliquie della beata Sofia Czeska, fondatrice delle Suore della Presentazione. Chi era quella pioniera dell’istruzione e dell’educazione delle giovani nel lontano XVII secolo, beatificata il 9 giugno 2013 a Cracovia nel santuario di Łagiewniki?

Sofia Czeska nacque 1584 nella nobile famiglia polacca di Maciejowski e passò la sua infanzia  nelle proprietà di famiglia che si trovavano tra le città di Cracovia e Sandomierz. A 16 anni fu data in sposa a un nobile, Jan Czeski, prendendo il suo cognome. Purtroppo, dopo solo 6 anni Sofia Czeska rimase prematuramente vedova e senza figli.

Tanti cavalieri volevano avere la sua mano perché era ancora giovane, bella e ricca. Ma la donna fece un’altra scelta: decise di consacrare la sua vita alle opere di misericordia. In quel periodo la Czeska elargiva le offerte ai bisognosi ma anche alle chiese e monasteri. E non si è limitata all’attività caritativa: mossa dalla fede profonda decise di dare tutto quello che possedeva a Dio e ai bisognosi.

Negli anni 1621-1627 – nella casa comprata con i propri mezzi a Cracovia in via Szpitalna 18 – fondò un Istituto “Domus Virginum Praesentationis Beatissimae Mariae Virginis” (detto anche “Domus pro orphanellis”) per le ragazze povere o orfane: fu la prima scuola femminile formalmente organizzata in Polonia.

Va sottolineato che all’inizio del XVII secolo non c’erano scuole per le ragazze. Le famiglie ricche provvedevano da sole all’educazione delle figlie: a casa con gli educatori privati o nei conventi o addirittura nelle corti. Tali possibilità erano precluse alle ragazze povere o orfane. In quei tempi c’erano tanti bambini orfani costretti ad elemosinare. Madre Sofia era convinta d’aver ricevuto da Dio stesso la chiamata ad assumersi l’opera di educazione delle ragazze e voleva servirle anche in ciò che è più importante: nella loro strada per la salvezza e la guida verso la santità.

Era un compito importantissimo e tale rimane fino ad oggi perché, come sottolineava Papa Wojtyła, è sempre attuale l’impegno della Chiesa “a liberare gli uomini da quella grave forma di miseria che è la mancanza di formazione culturale e religiosa”. Ma per far funzionare l’Istituto ed assicurare il suo futuro non bastavano i fondi: servivano le persone, le educatrici come lei, dedite completamente all’opera da lei iniziata.

Con questo scopo cominciò ad organizzare un ordine religioso con il nome “Congregazione delle Vergini della Presentazione della Beata Vergine Maria” (chiamato semplicemente Suore della Presentazione). Il nome non fu casuale: nella spiritualità di Madre Sofia due fattori erano di grande importanza: l’adorazione eucaristica e la devozione mariana.

Per questi motivi la Madonna nel mistero della presentazione (praesentatio) – che nel tempio di Gerusalemme portò se stessa in dono a Dio – venne scelta come Patrona della nuova comunità. Fin dall’inizio della sua attività Sofia Czeska, aveva come consigliere  p. Piotr Kamocki, gesuita, rettore della chiesa di Santa Barbara a Cracovia.

Anche per questo organizzò il suo Istituto prendendo come esempio i convitti e le scuole della Compagnia di Gesù. I gesuiti lasciarono anche un’impronta sulla spiritualità della Congregazione da lei fondata: le suore coniugavano la vita comunitaria alla vita attiva fuori dal convento, consacrata all’educazione delle ragazze e alla cura delle orfanelle.

Le Suore della Presentazione da quattro secoli continuano l’opera della Madre Sofia e rimangono fedeli al carisma originario della fondatrice conducendo scuole, collegi, asili, orfanotrofi e centri per il reinserimento sociale.

Nei tempi recenti un ruolo importante nella vita delle Suore della Presentazione le ha svolte il card. Karol Wojtyła, continuando la lunga tradizione degli arcivescovi di Cracovia che furono per secoli loro protettori. Il card. Wojtyła incontrava spesso le suore e nei suoi discorsi e omelie ha affrontato l’argomento del carisma della Congregazione e della spiritualità mariana nella luce della Presentazione di Maria al Tempio. Questi stretti contatti continuarono anche dopo l’elezione di Wojtyła alla Cattedra di Pietro.

Adesso, il 28 luglio, Papa Francesco visiterà le suore in segno di riconoscenza per il lavoro che svolgono in Vaticano ed anche in omaggio alla beata Sofia Czeska, una vera apostola della Misericordia. Durante la sua breve visita, il Pontefice avrà l’occasione di visitare la piccola chiesa attigua al convento, dove si trova la venerata immagine della Madre di Dio del Riscatto degli Schiavi detta anche della Libertà.

Quell’immagine miracolosa risalente al XVI secolo presenta Maria con il Bambino Gesù sul braccio sinistro. Nella mano destra la Madonna tiene un fiore di trifoglio, simbolo di felicità. Porta il manto regale di colore blu scuro, con un orlo d’oro. L’orecchio destro della Madonna, leggermente scoperto, indica che Maria, in quanto Madre, ascolta sempre le umili preghiere dei suoi figli. Gesù innalza la mano destra in gesto di benedizione, nella sinistra tiene un libro. Sulle teste di Maria e di Gesù sono collocate le corone papali. Sul fondo dorato del quadro sono incisi vari ornamenti rinascimentali.

Il quadro fu donato alla chiesa nel 1577 dal duca lituano Stanisław Radziwiłł, convertito dal calvinismo. Per alcuni decenni esso fu esposto in un altare laterale, ma la situazione cambiò nel 1633, quando avvenne qui il primo miracolo. Un prigioniero, condotto all’esecuzione capitale, invocò l’aiuto della Madonna della chiesa di S. Giovanni, e improvvisamente gli le catene delle mani e dei piedi gli caddero. Il miracolo diede inizio ad una nuova tappa nella storia dell’immagine.

Le catene, offerte dal prigioniero come ex-voto, rimangono fino ad oggi accanto all’immagine della Madre di Dio del Riscatto degli Schiavi. La Madonna viene qui chiamata anche «Signora Sangiovannese», a causa dei santi patroni della chiesa: san Giovanni Battista e san Giovanni Evangelista.

Alcuni la invocano anche come Madre della Libertà, con il titolo conferitoLe il 9 maggio 1965 dal card. Karol Wojtyła durante la cerimonia di incoronazione dell’immagine con le corone papali, San Giovanni Paolo II disse allora che la Madonna della Mercede è anche la Madre della Libertà, perché Ella ottiene dal Figlio e porta agli uomini la libertà esteriore, fisica e innanzitutto spirituale.

 

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