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immigrants cross the border between Greece and Macedonia

© Save The Children

Corridoi umanitari: giunti a Roma altri 81 profughi siriani

Impagliazzo (Sant’Egidio): “Urgente che altri Paesi europei adottino questo modello che garantisce sicurezza e integrazione”

Sono arrivati questa mattina da Beirut a Fiumicino altri 81 profughi siriani, grazie al progetto dei corridoi umanitari. Si aggiungono ai 200 già giunti in Italia dal febbraio scorso.

Tra gli 81 profughi arrivati, 30 sono bambini, di cui molti bisognosi di cure mediche, alcuni disabili gravi, 1 anziana. Ventinove sono cristiani, gli altri musulmani. Le persone arrivate oggi saranno ospitate in Piemonte, Lombardia, Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e, per la prima volta, nella Repubblica di San Marino, che ha aderito (primo dopo l’Italia) al progetto dei Corridoi umanitari e ospiterà una famiglia proveniente da Homs (una coppia con tre figli piccoli).

“Ormai non è più solo un esperimento, ma una realtà concreta che consente a persone in fuga dalla guerra e in “condizioni di vulnerabilità” (vittime di persecuzioni, famiglie con bambini, donne sole, anziani, malati, persone con disabilità) di arrivare, in tutta sicurezza e legalmente, in Italia senza rischiare la propria vita nel Mediterraneo”, si legge in una nota della Comunità di Sant’Egidio.

Al briefing di benvenuto erano presenti Marco Impagliazzo, presidente di Sant’Egidio, Paolo Naso, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e Tavola Valdese; Mario Giro, Vice ministro degli Esteri, Domenico Manzione, Sottosegretario all’Interno e Daniela Rotondaro, ambasciatore in Italia della Repubblica di San Marino.

Impagliazzo ha lanciato un forte appello perché il modello venga applicato da altri Paesi europei: “Assitiamo ogni giorno a nuove tragedie del mare, alle morti di tanti innocenti, a partire dai bambini. Abbiamo dimostrato, insieme alle Chiese protestanti italiane, che un’alternativa è possibile”, ha dichiarato il presidente di Sant’Egidio.

“È urgente che anche altri Stati europei adottino questo sistema perché, oltre a salvare vite umane, garantisce, grazie ai controlli effettuati in partenza, la sicurezza per tutti i cittadini e rende più facile l’integrazione nel tessuto civile e sociale del Paese di accoglienza”, ha poi concluso il presidente di Sant’Egidio.

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