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Wrong way / Pixabay CC0 - geralt, Public Domain

Chi sono coloro che fabbricano idoli?

E’ derubricato ormai il giudizio divino sul bene e il male o sul vero e il falso

La cosa più strana che accompagna spesso l’opinione pubblica è la certezza che oggi i comandamenti, visto il cambiamento sociale in atto, possano essere adattati all’esigenza di ognuno. Qualcuno afferma che bisogna addolcire il significato delle leggi del Signore, altrimenti in molti non si avvicineranno mai alla Chiesa di Cristo. Nascono così nuovi profeti, nuovi comunicatori, nuove calibrate teorie. C’è un po’ di confusione sotto il sole!

Una cosa è il percorso che ogni singolo compie nella sua vita in modo del tutto personale; altra è l’idea di presentare la Parola variandone la sua sostanza per paura che qualcuno possa non comprendere la sua essenza. Dio è misericordioso con tutti, perché la sua stessa natura è già misericordia. Quest’ultima deve però portare necessariamente ad una conversione del cuore, altrimenti, e non certo per volere di Dio, i suoi effetti non raggiungeranno mai chi osserva le leggi del Signore con filtri e manipolazioni dell’ultima ora. In un contesto del genere è facile che si diventi specialisti nel fabbricare nuovi idoli.

Non esiste una fabbrica apposita per la loro costruzione, perché ognuno che cancelli dalla sua vita la Parola o la interpreti a modo suo, di fatto si candida ad essere un qualificato fabbricatore di idoli. La libertà di agire è il bene più grande posseduto dall’uomo. Il suo utilizzo è poi altra cosa. Chiunque è autonomo nel fermarsi al di qua della collina, senza tentare minimante di stendere il suo sguardo oltre la sua cima. Le conseguenze non sono il risultato della durezza delle “norme” celesti, ma l’effetto dell’essere liberamente diventati operai e produttori nel campo dell’idolatria.

Leggiamo in Isaia 45,16: “…se ne andranno con vergogna quelli che fabbricano idoli”. È sempre l’uomo che determina le sue tragedie, perché le leggi del Signore non nascono di certo per alterare l’azione umana, Esse, proprio per i limiti che pongono per non sollecitare il male, tutelano di fatto la piena libertà individuale e consentono la conquista delle cose più straordinarie possibili per l’affermazione del bene comune. Ma chi sono oggi gli idoli? Dove nascono le loro fabbriche? Scrive il mio maestro spirituale con estrema chiarezza, senza tentare con “ipocrisia” di indorare la pillola:

“Idolo può essere ogni nostra omelia, teologia, libro, insegnamento, scienza. Dove la Parola di Dio è sostituita con la parola dell’uomo, lì vi è una fabbrica di idoli. Tutte le nostre scuole, areopaghi, meeting, riunioni, incontri, spettacoli ad ogni livello potrebbe divenire una fucina di idoli. Sono anche costruttori di idoli tutti coloro che modificano in piccolissima parte la parola del Signore”. Non è mai un allontanamento dalla storia evidenziare in queste condizioni il rischio di perdere la vera bussola della vita; come non è cosa normale assecondare l’andazzo confuso del mondo, con al centro il profitto fine a sé stesso e la libertà di cambiare persino gli equilibri naturali.

È per caso cosa giusta diffondere l’idea che nonostante i reiterati peccati alla fine tutto sarà condonato comunque? Non si diventa in tal modo alleati diretti o indiretti dei tanti fabbricatori di idoli? In alcuni contesti si arriva persino ad avere timore nel citare la Parola del vangelo, per non infastidire il personaggio di turno ben aggrappato ai recinti del potere terreno. In altre occasioni si tenta addirittura di variare la sua purissima verità, pur di mettere tutti d’accordo, apportando di riflesso ad ognuno un male irreparabile.

Per non parlare del tentativo di guardare alla Chiesa come fosse una delle tante autorevoli organizzazioni nel campo umanitario del globo terrestre. Svilire il ruolo della Casa del Signore significa mettere ai margini la figura di Cristo, garantendo i cantieri di idoli con i quali l’uomo ama convivere giornalmente, facendosi alla fine anche del male.  La cosa più triste è stabilire che molti credenti non fanno nulla per opporsi ad una simile tendenza, partecipando passivi ad una involuzione della forza interiore dell’uomo. In proposito ancora una riflessione del mio padre spirituale:

“Oggi la fabbrica degli idoli sembra aver moltiplicato all’infinito i suoi operai. Ma quello che più sorprende è la non resistenza, non opposizione, non reazione, non contrasto per la difesa della verità di Dio. Vi è come una corsa a chi oggi costruisce il suo idolo capace di attrarre anche quanti ieri se ne stavano lontani.”. Senza riferimenti evangelici è possibile perciò fabbricare degli idoli, impoverendo la grandezza dell’umanità. Penso alla politica; alla finanza; alle relazioni quotidiane a qualsiasi livello; alle decisioni strategiche dinnanzi alle grandi questioni della storia, come oggi il fenomeno dei disperati che scappano dal loro Paese.

Tutti settori vitali per la vita di ogni giorno che, se non calibrate sulle fondamenta ontologiche presenti nella natura umana, rischiano di oscurare la magnificenza dell’esistenza terrena. Un modo per facilitare quelle teorie che ridicolizzano la dannazione eterna per chi vive di peccato, augurandosi un Dio unico e chiudendo in soffitta il crocifisso. Non è tutto!

Ci si permette anche di dire che dinnanzi a Dio vi è pari dignità per ogni trasgressione sessuale, quale la pedofilia e per ogni altro crimine contro la natura; così come viene ormai derubricato il giudizio divino sul bene e il male o sul vero e il falso. Il misuratore di ogni cosa rimane solo l’uomo con i suoi desideri e le sue fantasie. Sullo sfondo si staglia sicuro l’esponenziale aumento dei sempre più attrezzati fabbricatori di idoli.

Chi volesse contattare l’autore può scrivere al seguente indirizzo email: egidiochiarella@gmail.com. Sito personale: www.egidiochiarella.it. Per seguire la sua rubrica su Tele Padre Piohttps://www.facebook.com/troppaterraepococielo

About Egidio Chiarella

Egidio Chiarella, pubblicista-giornalista, ha fatto parte dell'Ufficio Legislativo e rapporti con il Parlamento del Ministero dell'Istruzione, a Roma. E’ stato docente di ruolo di Lettere presso vari istituti secondari di I e II grado a Lamezia Terme (Calabria). Dal 1999 al 2010 è stato anche Consigliere della Regione Calabria. Ha conseguito la laurea in Materie Letterarie con una tesi sulla Storia delle Tradizioni popolari presso l’Università degli Studi di Messina (Sicilia). E’ autore del romanzo "La nuova primavera dei giovani" e del saggio “Sui Sentieri del vecchio Gesù”, nato su ZENIT e base ideale per incontri e dibattiti in ambienti laici e religiosi. L'ultimo suo lavoro editoriale si intitola "Luci di verità In rete" Editrice Tau - Analisi di tweet sapienziali del teologo mons. Costantino Di Bruno. Conduce su Tele Padre Pio la rubrica culturale - religiosa "Troppa terra e poco cielo".

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