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Aleppo. Scatta una nuova tregua di 48 ore

Il guardiano della parrocchia latina della città chiede intanto che le Messe di domenica vengano offerte per la pace in Siria. Assad: “Aleppo sarà una nuova Stalingrado”

“Se non ci sarà una tregua ad Aleppo, in Siria, 400 mila rifugiati potrebbero dirigersi verso la Turchia”. Con queste parole Staffan De Mistura, l’inviato speciale dell’Onu in Siria, spiegava la necessità di un cessate in fuoco sulla città settentrionale del Paese.

Le sue parole sembrano non essere rimaste lettera morta. Russia e Usa hanno infatti annunciato un nuovo accordo, che prevede una tregua a partire dalla mezzanotte di oggi sulla città di Aleppo di 48 ore. Città che nelle ultime settimane è al centro di fervidi combattimenti tra esercito e miliziani, con bombardamenti su case e ospedali e un bilancio di circa 300 civili uccisi. Al cessate il fuoco non partecipano le milizie jihadiste dell’Isis e il Fronte di al-Nusra, emanazione locale di al-Qaeda.

Scaduta invece la tregua, iniziata sabato scorso, che riguardava la Ghuta orientale e la provincia nord-occidentale di Latakia. Una ventina di raid sono stati compiuti su postazioni dei gruppi armati oppositori al governo.

In una lettera inviata al presidente russo Vladimir Putin in occasione delle celebrazioni, in Russia, del Giorno della Vittoria, il presidente Bashar al-Assad evoca una città simbolo della resistenza sovietica al nazismo. “Stalingrado è cara ad Aleppo e a tutte le città siriane. La Siria promette di continuare a combattere fino a quando gli aggressori non saranno sconfitti”, ha scritto Assad.

Intanto ad AsiaNews fra. Ibrahim Alsabagh, guardiano della parrocchia latina di Aleppo, chiede a vescovi, sacerdoti, fedeli cattolici che siano offerte “le messe di domenica prossima, 8 maggio, per la pace in Siria e in special modo ad Aleppo”.

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