Cardinal Parolin

Foto © ZENIT - HSM

Laudato Si’. Parolin: “Dalla cultura dello scarto alla cultura della cura”

Durante la sua visita in Lettonia, il cardinale Segretario di Stato, riflette sull’enciclica ambientale a un anno dalla pubblicazione

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A quasi un anno dalla pubblicazione dell’enciclica Laudato Si’, firmata da papa Francesco nella solennità di Pentecoste del 2015, il cardinale Segretario di Stato ne ha tratto una sintesi attualizzante in occasione della sua visita in Lettonia, ultima tappa del suo viaggio nelle repubbliche baltiche.
Nella conferenza tenuta oggi alla Latvijas Universitāte, il porporato ha ricordato i “gravi danni che la nostra casa comune sta subendo”, non solo a livello ambientale ma anche “sociale e culturale”. Vengono a pregiudicarsi, ha puntualizzato, quattro relazioni “profondamente interconnesse”: quella con Dio, quella con se stessi, quella con il prossimo, quella con la natura.
L’enciclica, ha ribadito il Segretario di Stato, non solo richiama ad un cambiamento dello “stile di vita personale” ma sollecita l’impegno della “comunità internazionale”, secondo il “principio di sussidiarietà”.
Parolin ha quindi preso atto di come, nei recenti accordi sul clima a Parigi, sia emersa la consapevolezza che “per fronteggiare efficacemente i danni ambientali, è indispensabile vedere la lotta alla povertà e al degrado etico e sociale come obiettivi primari”, oltre che contrastare la “cultura dello scarto”, a favore di una “cultura della cura”.
Nel corso della giornata, il cardinale Parolin è stato presente ad una serie di appuntamenti istituzionali, in occasione del 25° anniversario del ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra Santa Sede e Lettonia. Dopo aver incontrato il presidente della Repubblica, Raimonds Vējonis, il porporato ha deposto una corona di fiori ai piedi del monumento alla libertà a Riga, per poi visitare il museo dell’occupazione e incontrare lo speaker del parlamento.
Presiedendo la messa nella cattedrale di San Giacomo, Parolin è tornato a parlare del tema dell’unità dei cristiani e ha ricordato che “non possiamo sperare di attirare gli altri a Cristo se siamo divisi tra noi”, pertanto l’ecumenismo rimane un’attività “non opzionale”, per il quale è richiesto un sempre maggiore impegno e una “testimonianza comune”.

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ZENIT Staff

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