Donaci il meritato riposo

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio

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Lettura

Il Vangelo di oggi è sviluppato in pochi versetti. Veniamo a sapere che gli apostoli, tornati dalla missione che Gesù aveva loro dato, fanno rapporto al Signore, raccontando quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Gesù, allora, li invita a riposarsi. E gli apostoli partono per un luogo in cui stare tranquilli. Ma anche qui, appena scesi dalla barca, vengono raggiunti dalla folla. 

Meditazione

La spiegazione più facile di questo Vangelo, quella che si offre già ad una prima lettura è semplice: Abbiamo diritto – dopo aver lavorato – al riposo. E questo riposo è dovuto anche a chi, come gli apostoli, svolge un compito spirituale. Compiuta la missione, gli apostoli ne fanno il resoconto a Gesù e quindi, tutti insieme, si ritirano in disparte. Certamente ci sono sacerdoti e anche operatori pastorali che con allarmante noncuranza di questo Vangelo pensano che il loro servizio debba essere ininterrotto, e non si prendono un periodo adeguato per riposarsi. Andrebbe loro ricordato, che sebbene ci sia da evangelizzare ancora il mondo intero – quindi tantissimo lavoro da fare – Gesù ha voluto far riposare i suoi discepoli. Poi, pressato dalla gente che lo seguiva, si è messo ad insegnare anche nel posto di “villeggiatura”. Cede, quindi, per compassione, quella che dovrebbe muovere chiunque, anche durante il meritato riposo, di fronte alla sofferenza dell’altro. Occorre, dunque, riposare dopo il lavoro e dopo aver dato conto al Signore del lavoro svolto. Non quindi una sequenza senza fine di “lavoro-riposo-lavoro”, ma: incarico del Signore, compimento della missione, rapporto su quanto fatto, riposo. La relazione è sempre verso il Signore, non è il lavoro che ci premia con il riposo, ma il Signore che ci dona riposo, quando abbiamo svolto quello che ci ha chiesto di fare e gli abbiamo riferito quanto abbiamo fatto. Occorre affidare al Signore la giornata al mattino e fare un buon esame di coscienza la sera, per esaminare – alla luce della Parola e in un atteggiamento di preghiera – il proprio agire durante la giornata. Seguirà, così, un riposo ristoratore! Ma forse il metro di misura più difficile è quello che Giovanni XXIII si imponeva una volta al mese. Rendeva conto di tutta la sua vita al Signore, come se dovesse morire il giorno dopo. Si confessava, partecipava all’Eucaristia e si preparava all’ultimo momento, quello dove il Signore dice: ora riposati qui con me, poiché hai fatto tanto per il Regno dei cieli!

Preghiera

L’eterno riposo donaci Signore, quando abbiamo svolto l’incarico che tu ci hai dato. Accoglici nella tua luce perpetua.

Agire

Mi propongo l’esame di coscienza affidando al Signore quanto di buono ho fatto durante la giornata nel suo nome e quanto ho invece mancato di fare.

Meditazione del giorno a cura della prof.ssa Alexandra von Teuffenbach, docente di Teologia e Storia della Chiesatratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti  info@edizioniart.it

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ZENIT Staff

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