Russia: per i Gesuiti non c'è giustizia per la morte di due sacerdoti

L’indiziato, già reo confesso, condannato per uno solo degli omicidi

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di Nieves San Martín

MOSCA, domenica, 30 agosto 2009 (ZENIT.org).- Il 25 agosto è stata emessa a Mosca la sentenza sull’assassinio dei sacerdoti gesuiti Víctor Betancourt e Otto Messmer. Di fronte a questa, la Compagnia di Gesù della Regione Russa ha emesso un comunicato in cui esprime la sua delusione e afferma che non è stata fatta giustizia.

Le vittime, il religioso ecuadoregno Víctor Betancourt, 42 anni, e il russo Otto Messmer, 46, sono state ritrovate uccise in seguito a colpi alla testa in un appartamento di proprietà della Compagnia di Gesù.

Al momento del rinvenimento dei cadaveri, l’abitazione era aperta e non mancava alcun oggetto di valore.

Per l’omicidio di padre Víctor è stato condannato a 14 anni di duro carcere Mikhail Orekhov, assolto per l’assassinio di padre Otto, che al ritorno da un viaggio all’estero aveva scoperto il cadavere del suo confratello.

L’accusato, reo confesso dei due omicidi durante le indagini preliminari, ha cambiato la sua versione dei fatti nel corso del processo, sostenendo che il duplice omicidio è opera di un’altra persona, a lui sconosciuta.

In base al sistema giudiziario russo, su richiesta dell’accusato il giudizio si è svolto di fronte a una giuria popolare.

In un comunicato stampa, i gesuiti della Regione Russa della Compagnia affermano che “il processo si è svolto in modo serio e professionale e ha dato a entrambe le parti l’opportunità di esprimere le proprie opinioni, di fare domande e presentare le proprie prove. Le versioni ambigue dell’accusato sui motivi e le circostanze della morte di padre Víctor Betancourt sono state valutate in modo adeguato dalla giuria. Allo stesso tempo, il fatto che i suoi membri non abbiano riconosciuto la colpevolezza di Mikhail Orekhov nell’omicidio di padre Otto Messmer suggerirebbe che le prove riunite durante le indagini sono siano state sufficientemente convincenti”.

“Resta quindi il dubbio sulle prove raccolte e sull’ammissione di colpevolezza dell’accusato durante le indagini preliminari”, aggiunge la nota.

I gesuiti della Regione Russa, come quelli di tutto il mondo, si sono detti “profondamente delusi dal verdetto sull’omicidio di padre Otto e convinti che non sia stata fatta giustizia. Insieme ai loro avvocati, stanno quindi pensando a possibili azioni da intraprendere per giungere a un’ulteriore chiarificazione del caso”.

Allo stesso tempo, i gesuiti della Regione Russa sono “molto grati a quanti esprimono loro la propria solidarietà e li sostengono nella ricerca della giustizia”.

Padre Víctor Betancourt era entrato nella Compagnia di Gesù nel 1984, lavorava in Russia dal 2001, dedicandosi a preparare quanti aspiravano a entrare nella Congregazione, e dal 2008 era il rappresentante di questa presso l’Istituto di Filosofia, Teologia e Storia di San Tommaso a Mosca.

Padre Otto Messmer era entrato nella Compagnia di Gesù nel 1982.

Entrambi fornivano assistenza pastorale nella chiesa di San Luigi a Mosca.

[Traduzione dallo spagnolo di Roberta Sciamplicotti]

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ZENIT Staff

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