CITTA' DEL VATICANO, venerdì, 18 settembre 2009 (ZENIT.org).- Il presidente di Manos Unidas, Myriam García Abrisqueta, ha ricevuto da Benedetto XVI l'invito a partecipare al Sinodo dei Vescovi dell'Africa.

L'invito, confermato a ZENIT dalla stessa organizzazione non governativa spagnola, è stato trasmesso con una lettera dall'Arcivescovo Nikola Eterović, segretario generale del Sinodo dei Vescovi.

La seconda assemblea sinodale dei Vescovi del continente africano si svolgerà dal 4 al 25 ottobre sul tema “La Chiesa in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace”.

Con la presenza al Sinodo del presidente della ONG, il Papa riconosce implicitamente l'importanza dell'opera svolta in Africa da questa istituzione.

L'Africa è il continente in cui Manos Unidas, organizzazione cattolica di volontari, finanzia più progetti di sviluppo (305 progetti nel 2008 rispetto ai 278 in Asia e ai 191 in Oceania).

Myriam García Abrisqueta parteciperà in qualità di “uditore”, il che implica un intervento davanti alla plenaria e la presenza e la partecipazione attiva alle sessioni. Gli uditori, ad ogni modo, non hanno il diritto di voto nell'approvazione delle proposizioni che sorgono dall'assemblea sinodale.

Per ulteriori informazioni: www.manosunidas.org/

La preghiera del Papa per i militari italiani uccisi a Kabul

ROMA, giovedì, 17 settembre 2009 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha assicurato la sua vicinanza nella preghiera alle vittime, alle famiglie e a tutte le persone coinvolte nell’attentato verificatosi questo giovedì a Kabul, in Afghanistan, che ha colpito una pattuglia di militari italiani, uccidendone 6 e ferendone in maniera grave altri tre.

Lo ha riferito il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi.

I soldati italiani erano a bordo di due blindati Lince, quando sono stati attaccati da un attentatore suicida alla guida di un veicolo imbottito di esplosivo. L’attacco è stato sferrato nel centro di Kabul alle 12.10 ora locale (le 9.40 in Italia).

Nell’attentato sono morti anche quindici civili afghani mentre altri sessanta sono rimasti feriti.

Il convoglio militare stava trasportando dall’aeroporto di Kabul al quartier generale di Isaf alcuni militari che erano tornati da una licenza: due di questi sarebbero tra le vittime.

I militari coinvolti appartengono tutti al 186° reggimento della Folgore di stanza a Kabul.