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Nozze di Cana, Cattedrale di Meaux / Wikimedia Commons - Reinhardhauke, CC BY-SA 3.0

Vaticano: Ravasi e Galantino avviano il progetto “Educarsi alla bellezza”

L’iniziativa di CEI e Pontificio Consiglio per la Cultura vuole formare clero e artisti in vista della committenza di opere d’arte per il culto

Un progetto di ricerca per far fronte alle esigenze dei committenti e degli addetti ai lavori delle opere d’arte e degli edifici per il culto. È quello avviato dal dipartimento ‘Arte e Fede’ del Pontificio Consiglio per la Cultura e l’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Conferenza Episcopale italiana, dal titolo Educarsi alla Bellezza. Indagine sulla formazione del clero e degli artisti in vista della committenza di opere d’arte per il culto cristiano.

Ieri la conferenza di presentazione presso la sede del Dicastero, alla presenza del cardinale presidente Gianfranco Ravasi e di monsignor Nunzio Galantino, i quali hanno espresso entrambi la necessità di formare i soggetti coinvolti nella gestione e nella realizzazione delle diverse forme d’arte sacra.

Nel corso dell’incontro è emersa una duplice necessità da parte della Chiesa: tutelare il proprio patrimonio artistico e renderlo accessibile ai fedeli ed ai visitatori, credenti e non. “La bellezza è capace di attrarre anche chi non è mai entrato in una Chiesa”, ha detto Ravasi. Per questo è necessario che un’opera d’arte oppure una cattedrale siano contestualizzati sul piano urbano e nel contesto religioso. Tutto ciò pone l’esigenza di formare il clero e gli operatori culturali e pastorali delle diocesi, da un lato, e gli artisti, dall’altro. Il rischio, altrimenti, è di una visione contrapposta tra il committente e l’esecutore.

Per valutare al meglio la formazione necessaria, la Chiesa cattolica italiana ha messo quindi a disposizione una piattaforma digitale che si rivolge agli operatori culturali della diocesi, agli artisti ed ai centri di formazione. Ciascun utente può registrarsi, effettuare l’accesso all’area riservata e compilare il questionario direttamente dal proprio smartphone o tablet, senza dover stampare e compilare i moduli a mano.

Obiettivo del progetto ‘Educarsi alla bellezza’ è, secondo il presidente del Dicastero per la Cultura, di “stabilire dei ponti con le varie Conferenze Episcopali affinché il patrimonio artistico sia non solo tutelato ma anche fruito”. L’esigenza di essere al passo con i tempi, molto spesso, si trasforma in una rincorsa che fa perdere di vista l’importanza della comunità dei fedeli.  Secondo Ravasi, “l’arte sacra ha una nuova grammatica rispetto al passato e vi è il rischio che gli artisti siano troppo autoreferenziali oppure ricalchino dei modelli del passato, come è avvenuto con lo stile romanico”.

Di fronte a tale rischio è necessario ricorrere allo strumento del dialogo fra l’artista e la comunità ecclesiastica. Quindi, è impensabile la progettazione di un altare se l’architetto non conosce le dinamiche liturgiche della parrocchia in cui va a lavorare. Questo, secondo Ravasi, “pone la necessità di una formazione omogenea degli addetti ai lavori, da parte della Conferenza Episcopale”.

Anche monsignor Galantino si è espresso sul tema del rapporto fra il committente e l’esecutore delle opere d’arte e degli edifici di culto della Chiesa. “Spesso, nelle diocesi, si fa fatica a mantenere in piedi delle relazioni quando ci sono degli obiettivi da raggiungere. Questo perché non vi è una conoscenza sufficiente fra le parti in causa cioè i preti o i vescovi e gli artisti”, ha affermato il segretario generale della CEI. E ha sottolineato che è necessario rendere fruibili il patrimonio culturale ecclesiastico anziché “chiuderlo a chiave” poiché “la bellezza va tutelata ma non nascosta”.  Galantino si è soffermato anche sul ruolo dell’8×1000 nella ricostruzione delle opere d’arte e delle chiese danneggiate dai terremoti, grazie ai fondi dei contribuenti.

Infine, ancora il cardinale Ravasi ha evidenziato l’esigenza di rinnovare la musica liturgia, forma d’arte che – ha detto – risente più delle altre di un appiattimento su registri passati. Tuttavia, il porporato ha rilevato come siano ancora popolari i canti gregoriani, nonostante i giovani utilizzino nuove modalità espressive. Questo fenomeno testimonia un interesse, forse mai tramontato, nei confronti della musica sacra antica.

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