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Santa Marta / © PHOTO.VA - OSSERVATORE ROMANO

Santa Marta: “Gesù guarda ognuno di noi, non massifica la gente”

Nella Messa mattutina, il Papa invita a fare esperienza dell’incontro del nostro sguardo con quello di Gesù, il quale è sempre tra la folla ma non cerca “popolarità”

Lo sguardo di Gesù si fissa con amore su ognuno di noi, penetra le nostre necessità e le esaudisce. Possiamo fare esperienza di questa realtà se anche noi decidiamo di rivolgere i nostri occhi verso di Lui.

Questo è ciò che ha ricordato Papa Francesco stamattina nella Messa di Casa Santa Marta, commentando il Vangelo del giorno, che racconta la guarigione per opera di Gesù della figlia di Giàiro, uno dei capi della sinagoga.

Il Nazareno opera questo prodigio durante una delle circostanze in cui si trova in mezzo alla folla. A tal riguardo Francesco ricorda che Egli “non è con le guardie che gli fanno la scorta, affinché la gente non lo toccasse. No, no! È rimasto lì e la gente lo stringe. E ogni volta che Gesù usciva, c’era più folla”.

Il Santo Padre ricorda che ciò che cercava Gesù non era “popolarità”, ma il contatto con la gente. “E la gente cercava Lui – commenta -: la gente aveva gli occhi fissi su di Lui e Lui aveva gli occhi fissi sulla gente. ‘Sì, si, sulla gente, sulla moltitudine’ – ‘No, su ognuno!’. E questa è la peculiarità dello sguardo di Gesù. Gesù non massifica la gente: Gesù guarda ognuno”.

E compie miracoli. L’evangelista Marco propone oggi il racconto della guarigione da parte di Gesù di una donna malata di emorragia da 12 anni che, tra la folla, riesce a toccargli il mantello. Dopo di che, risuscita la figlia dodicenne di Giàiro. Si accorge che la piccola ha fame e invita i genitori a darle da mangiare.

Bergoglio spiega: “Lo sguardo di Gesù va al grande e al piccolo. Così guarda Gesù: ci guarda tutti, ma guarda ognuno di noi. Guarda i nostri grandi problemi o le nostre grandi gioie, e guarda anche le cose piccole di noi. Perché è vicino. Gesù non si spaventa delle grandi cose, ma anche tiene conto delle piccole. Così ci guarda Gesù”.

Il Papa cita poi lo stralcio della Lettera agli Ebrei che la liturgia presenta oggi, in cui si invita a correre “con perseveranza nella corsa che ci sta davanti,
tenendo fisso lo sguardo su Gesù”. Seguire questa indicazione – riflette il Pontefice – è la via per essere colti “da grande stupore” nel verificare che Gesù “ha fisso il suo sguardo su di noi”. Si tratta dello “stupore dell’incontro con Gesù”.

L’appello di Bergoglio è a non avere paura di questo incontro, “come non ha avuto paura quella vecchietta di andare a toccare l’orlo del manto”. E dunque esclama a fine omelia: “Non abbiamo paura! Corriamo su questa strada, sempre fisso lo sguardo su Gesù. E avremo questa bella sorpresa, che ci riempirà di stupore: lo stesso Gesù ha fisso il suo sguardo su di me”.

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