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Russia. A Yaroslavl 24 ore senza aborto, “per i bimbi uccisi da Erode”

L’iniziativa dell’11 gennaio ha coinvolto il dipartimento sanitario regionale e l’Arcidiocesi. Nel settembre scorso il patriarca Kirill firmò una petizione contro l’interruzione di gravidanza

“In tutte le istituzioni sanitarie pubbliche della regione di Yaroslavl sarà vietato l’aborto, per proteggere il valore della maternità”. Così annunciava il servizio stampa dell’Arcidiocesi russo-ortodossa di Yaroslavl. Di concerto con il dipartimento sanitario regionale, è stato infatti deciso di osservare un’intera giornata di divieto totale all’interruzione di gravidanza l’11 gennaio scorso, in memoria dei “bambini di Betlemme uccisi da Erode, che voleva uccidere il divino Bambin Gesù”.

Come riferisce l’agenzia Mediazona, una clinica privata della regione che pratica aborti, ha confermato di aver ricevuto una missiva del dipartimento sanitario regionale che chiedeva di osservare il divieto per quella giornata.

Nel settembre scorso Kirill, Patriarca di Mosca, ha firmato una petizione lanciata da due associazioni pro-vita che chiedono il divieto totale dell’aborto. L’iniziativa ha suscitato polemiche in Russia, Kirill ha poi precisato che vietare del tutto l’interruzione di gravidanza sarebbe impossibile, più concretamente il Patriarca ha detto che sarebbe importante escludere l’aborto dalla copertura assicurativa sanitaria nazionale.

L’istituto di ricerca sociologica “Opinione Pubblica” ha diffuso un sondaggio secondo il quale il 72% dei russi non condivide la proposta di vietare l’aborto, l’11% è a favore del divieto e il 17% è indeciso.

Nel 1920, l’Unione Sovietica fu il primo Paese al mondo a permettere l’aborto in ogni circostanza. Ma nel 1936, a causa del calo demografico, Stalin lo vietò categoricamente. Nel dopoguerra Mosca lanciò una serie di iniziative e di campagne mediatiche per favorire la natalità. Soltanto nel 1954 l’interruzione di gravidanza fu ripristinata, in ragione della “crescita ininterrotta del livello di coscienza e di cultura delle donne”.

Oggi in Russia l’aborto è legale fino alla 12esima settimana (alla 22esima in caso di stupro). Nei primi anni ’90 l’apertura alla vita era ancora lungi dalla mentalità di molte donne russe. Nel 1991 si ebbe un picco di interruzioni di gravidanza: in media 201 su 100 nascite. Secondo le Nazioni Unite, nel 2010 il Paese ha avuto il maggior numero di interruzioni di gravidanza per donna in età fertile al mondo: tra i 15 e i 44 anni, con circa 1,3 milioni all’anno, equivalenti a 53,7 aborti ogni 1000 donne.

L’alto tasso di aborti da qualche anno ha spinto il Governo a varare una serie di misure, le quali hanno fatto calare nel 2015 gli aborti a 746mila, l’8% in meno rispetto all’anno prima.

[a cura di Federico Cenci]

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