Dona Adesso
Mother and son

Pixabay CC0

Quando amiamo, sappiamo contare solo fino ad uno…

Unica, irripetibile, amata, frammento d’Infinito caduto sulla terra. Per Dio ogni vita è così

“Mamma!”. “Prof, quando viene la sua amica siriana a scuola?”. “Mamma, è nata!”. “Prof, devo giustificare l’assenza…”. “Mamma, è bellissima!!!”. “Prof, le posso fare da assistente al computer?”. “Mamma, ora ti mando una foto!”. “Prooof!!!!”.

Abbasso lo sguardo nel mio cellulare per leggere i messaggi di mio figlio… alzo lo sguardo versi i ragazzi perché sta iniziando la lezione con loro… abbasso lo sguardo verso il cellulare e vi leggo la nascita della mia prima nipotina… alzo lo sguardo verso gli studenti e vi vedo la mia professione… abbasso lo sguardo e realizzo che sono diventata nonna… alzo lo sguardo ed ho solo voglia di ridere ed abbracciare qualcuno!

“Ragazzi, vi devo dire una cosa…”. Siccome sorrido emozionata e sospetto anche di avere un’espressione un po’ da ebete felice, la classe si ferma incuriosita, aspettando il seguito della frase. “Pochi minuti fa è nata Giulia, la mia prima nipotina ed io…”. Non riesco a finire la frase perché tutta la classe esulta con un “yyhhheeaaaa!!!”. I ragazzi battono le mani, divertiti e contagiati dall’euforia che ogni vita, nel secondo in cui si affaccia sulla terra, mette in tutti.

Cara Giulia, il giorno di Pasqua ho saputo che c’eri; una goccia di vita scappata da Dio. Ma non sapevo che il tuo papà e la tua mamma ti avrebbero chiamato Giulia, come il nome che aveva la mia nonna e il mio nonno! E non sapevo che saresti nata proprio il 19 novembre: la stessa data di nascita di mio padre.

Ed anche ora che ti guardo, non so come sei. So per certo una cosa soltanto: che sei nata con un “motivo” impresso nell’anima. Qualcuno ha voluto che tu venissi su questa terra per fare qualcosa che solo tu potrai fare. Intanto (e non so bene come tu ci sia riuscita) ci hai costretti tutti a stendere il tappeto d’onore, per dirti: “Benvenuta Giulia!”.

In un solo giorno, ci hai già costretti ad amarti, entrando nelle nostre vite senza quel po’ di discrezione che si dovrebbe avere quando si accede in una famiglia per la prima volta. Piccola ed inerme, senza neanche parlare, mi hai fatto svegliare stamattina, pensando a te e facendomi organizzare il mio giorno libero (il mio giorno liberooo!!!) in funzione di te.

Tuo nonno Gianni (che su Facebook non scrive quasi mai e quando vi entra, il più delle volte non si ricorda neanche la password), ieri ha cambiato il suo stato: “Da qualche minuto ho iniziato un nuovo lavoro. Forse sarà faticoso e magari con qualche imprevisto… ma di certo é il lavoro più entusiasmante che potessi desiderare ora. Sono ufficialmente nonno. Ben arrivata Giulia!!!!”.

Cara Giulia, ci metterai tutta una vita per capire quanto tu sia importante ed unica; proprio come ogni bambino che si affaccia su questa terra, portando con sé solo fragilità e tenerezza. Un poeta indiano, chiamato Rabindranath Tagore ha scritto: “Ogni bambino che nasce è la prova che Dio ancora non si è stancato degli uomini”. Dio è proprio come noi: ad ogni neo-nato stende il tappeto rosso e gli dice: “Come te, nessun altro mai verrà al mondo!”

Dio è un Padre in adorazione, estasiato davanti ad ogni creatura appena nata; proprio come ieri lo era il tuo papà davanti al vetro della sala-nido. Dio è una Madre che vede una nuova nascita come la numero uno, la prima, l’unica; proprio come la tua mamma che sa contare solo fino a uno di fronte ai suoi figli.

Quando si ama veniamo tutti rimandati in matematica perché il nostro cervello, sintonizzandosi completamente con il cuore, non ci permette più di andare al di là del numero uno. Ogni figlio…ogni nipote…ognuno è “uno”. Da sempre, quando mi dicevano frasi del tipo “Dio ama l’umanità” rimanevo fredda e distaccata. Per carità, è una frase carina ed interessante, come potrebbe essere un proclama elettorale che dice: “Tizio farà il bene del paese”.

Che esista un Dio che ama l’umanità è un’idea rasserenante come qualsiasi altra frase poetica che emoziona per un attimo. Ma capire che Dio ha voluto te, cara Giulia, è tutta un’altra cosa! Vuol dire che tutto l’universo è stato creato per te e noi faremo del nostro meglio perché tu te ne accorga il prima possibile! Nel 1572 Gesù stesso disse a S.Teresa d’Avila: “Io sono tutto tuo e tu sei tutta mia. Se non avessi creato il cielo, per te sola lo creerei”.

Dio ci ama uno per uno e, nel momento della nostra nascita, ci contempla come un’opera d’arte. Siamo la sua opera d’arte. Unici, irripetibili, amati, frammenti d’Infinito caduti sulla terra. Ogni volta che nasce un bambino dovremmo pensare al momento della nostra nascita e sentirci i numeri uno di Dio! Spazziamo via crisi di ansia, senso di solitudine, paure per il futuro, crisi esistenziali… Siamo figli unici di un Dio che, per farcelo capire, ci ha resi simili a Lui; cioè capaci di contare solo fino da uno, di fronte ad un bambino che nasce!

P.S. E’ oramai passato circa un anno dalla nascita della piccola Giulia ed ho voluto dedicare questo articolo a tutti i nonni (nota bene: a quelli che già lo sono ed a quelli che, anche se ancora non lo sanno, lo diventeranno). Io ho imparato che una nipotina che ti sorride già da lontano, entusiasta all’idea di essere abbracciata da te, non è solo una semplice dolce creatura che ti sta venendo incontro, ma è il Creato intero, Dio compreso. Da millenni Dio ha preparato incontri, innamoramenti ed atti di amore, affinché nascesse proprio lei. E poi l’ha affidata a noi nonni; noi che veniamo da lontano ed andremo per primi, ad indagare oltre la vita. Bellissimo!

***

Fonte: www.intemirifugio.it

About Maria Cristina Corvo

Share this Entry

Sostieni ZENIT

Se questo articolo ti è piaciuto puoi aiutare ZENIT a crescere con una donazione