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Emirati Arabi Uniti -Incontro Privato - "Muslim Council of Elders" (04/02/2019) - Foto © Servizio Fotografico - Vatican Media

“Quale tipo di mondo vogliamo costruire insieme?”

Videomessaggio del Santo Padre Francesco ai partecipanti al VII World Government Summit (Dubai, Emirati Arabi Uniti, 10-12 febbraio 2019)

Pubblichiamo di seguito il testo del Videomessaggio che il Santo Padre Francesco invia ai partecipanti al VII World Government Summit che si svolge a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, dal 10 al 12 febbraio 2019:

Videomessaggio del Santo Padre

Cari amici, Al Salamù Alaikum / La pace sia con voi!
desidero salutarvi e augurarvi buon lavoro. Porto nel cuore la visita che ho appena compiuto negli Emirati Arabi Uniti e la calorosa accoglienza che ho ricevuto. Ho incontrato un Paese moderno, che guarda al futuro, senza dimenticare le radici. Un Paese dove si cerca di trasformare in fatti e iniziative concrete le parole tolleranza, fratellanza, rispetto reciproco, libertà. Ho visto che anche nel deserto i fiori germogliano e crescono. E sono tornato a casa con la speranza che tanti deserti nel mondo possano fiorire. Lo credo possibile, ma solo se cresciamo insieme, l’uno a fianco all’altro, con apertura e rispetto, disponibili a farci carico dei problemi di tutti, che nel villaggio globale sono i problemi di ciascuno.

Penso a voi e al vostro impegno di questi giorni, nei quali affrontate temi fondamentali, tra cui le sfide della politica, lo sviluppo dell’economia, la tutela dell’ambiente, l’impiego delle tecnologie. Vi auguro che la domanda alla base delle riflessioni non sia tanto quali sono le migliori opportunità da sfruttare?, ma quale tipo di mondo vogliamo costruire insieme?

È un interrogativo che ci porta a lavorare pensando ai popoli e alle persone più che ai capitali e agli interessi economici; una domanda che non guarda all’immediato domani ma all’avvenire, alla responsabilità che grava su di noi: trasmettere questo nostro mondo a chi verrà dopo di noi, preservandolo dal degrado ambientale e, prima ancora, morale. In realtà non si può parlare di sviluppo sostenibile senza solidarietà (cfr Lett. enc. Laudato si’, 159). Potremmo persino dire che il bene, se non è comune, non è veramente bene. Forse mai come ora il pensare e l’agire richiedono dialogo vero con l’altro, perché senza l’altro non c’è futuro per me.

Vi auguro allora, nelle vostre attività, di cominciare dai volti delle persone, di avvertire il grido dei popoli e dei poveri, di riflettere sulle domande dei bambini. Con questi pensieri vi ringrazio e vi auguro un lavoro proficuo al servizio del bene comune, e chiedo al Signore di benedire il vostro impegno per un mondo più giusto e più prospero per tutti.

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