Dona Adesso

Disegno di Carmelo Raco

Presentazione di Maria al Tempio: la Madre vicino ai figli

La festa liturgica di Maria è un caloroso invito a tornare all’origine dell’unità della comunità cristiana, e a credere nella misericordia di Dio

Le feste mariane sono apprezzate dalla devozione popolare, perché indicano il cammino che la Vergine Maria ha seguito come discepola del Signore. La presentazione al tempio della Vergine Maria è uno di quegli avvenimenti che precedono la nascita di Gesù, testimoniando la presenza di Dio nella storia della salvezza.

I Vangeli canonici non riportano questo episodio della vita della Vergine Maria. Il protovangelo di Giacomo, un vangelo apocrifo, racconta l’ingresso della Vergine Maria nel tempio di Gerusalemme. Il Martirologio Romano riporta le seguenti parole a proposito della Memoria della Presentazione della Beata Vergine Maria: “Il giorno dopo la dedicazione della basilica di Santa Maria Nuova costruita presso il muro del tempio di Gerusalemme, si celebra la dedicazione che fece di sé stessa a Dio fin dall’infanzia colei che, sotto l’azione dello Spirito Santo, della cui grazia era stata riempita già nella sua immacolata concezione, sarebbe poi divenuta la Madre di Dio”.

Queste parole compendiano tanti significati di questa festa. Il tempio di Gerusalemme accoglie la Vergine Maria, la quale era stata predestinata a Madre di Dio in virtù dell’essere stata concepita senza peccato originale. Il tempio fatto di pietra viene sostituito dal corpo di una giovane vergine per accogliere la pienezza della divinità. L’edificio sacro fatto di pietre viene sostituito dal corpo di una donna. Il Dio che non poteva essere contenuto in alcun luogo del pianeta, discende nel grembo verginale con la misericordia della sua divinità.

Queste considerazioni teologiche e mariologiche sono riportate dal Vangelo di Giovanni. Davanti a tutti coloro che avevano fatto della casa del Padre un luogo di affari, Gesù affermò che il Tempio di Gerusalemme sarebbe stato distrutto e ricostruito in tre giorni. L’evangelista Giovanni aggiunge che i discepoli, solo dopo aver ricevuto lo Spirito Santo, compresero, che la profezia che Gesù parlava del tempio del suo corpo.

La festa della presentazione della Vergine Maria al Tempio è l’inizio della costruzione di un nuovo tempio, fatto non da pietre ed ornamenti, ma dalla comunità cristiana che vive, crede e spera accompagnata dalla presenza viva di Gesù. Celebrare questa festa, il giorno dopo la dedicazione della Basilica di Santa Maria Nuova, costruita presso il muro del tempio di Gerusalemme, significa riconoscere in Maria la presenza di Dio e decidersi di consacrare a Lui tutta la nostra vita.

La consacrazione di Maria illumina l’agire della vita cristiana. Consacrare significa partecipare al servizio della sacralità della vita, rendendosi disponibili ad offrire la propria esistenza per amare Dio e per amare il prossimo. Maria ha dedicato tutta la sua vita impegnandosi nel servizio di moglie fedele di Giuseppe, di madre amorevole di Gesù e di autentica discepola del Signore. Maria ha compreso che la consacrazione era l’inizio del compimento di una missione che l’avrebbe portata a rendersi disponibile a vivere la sua vita come serva del Signore. Tutto il dialogo di Maria con l’arcangelo Gabriele è stato il momento culminante di un cammino di fede che Maria aveva iniziato quando era entrata nel tempio di Gerusalemme, per diventare Ella stessa tempio del Dio vivente, divina dimora, santa arca dell’Alleanza, tabernacolo divino.

La festa della presentazione della Vergine Maria al Tempio di Gerusalemme richiama la presentazione al tempio di Gesù. Maria era stata portata al tempio dai suoi genitori Anna e Gioacchino. A quaranta giorni dalla nascita di Gesù, Maria, insieme al suo sposo Giuseppe, si recò al tempio di Gerusalemme, per compiere i riti della purificazione della Madre e per riscattare il Figlio.

L’entrata al tempio della Santa Famiglia fu preceduta dall’incontro con due sante figure profetiche, Simeone ed Anna, le quali simboleggiavano l’attesa del popolo di Israele. Questo episodio è un insegnamento fondamentale per la Chiesa. Sono stati dapprima Maria e Giuseppe ad accogliere il loro Figlio, poi sono stati i profeti ed infine il sacerdote del Tempio. Questo ordine assume un significato preciso, perché rivela la vicinanza di Dio a tutti i genitori che si aprono alla vita e sostiene i tanti uomini e donne che vivono radicati nella Chiesa per compiere il loro ministero profetico, catechistico, liturgico e caritativo. Ed infine indica la centralità della figura del sacerdote, il quale rappresenta il coronamento dell’incontro con Dio nella vita del fedele.

La presentazione al Tempio è un invito ad entrare nella Chiesa con la fiducia di essere accompagnati dalla presenza di Dio, è uno stimolo a intessere un dialogo tra le generazioni, è un incoraggiamento a vivere la vita nella forma comunitaria a servizio del fratello. Presentare è un modo per relazionarsi con gli altri, perché vuol dire farsi presente nella vita di chi ci vive vicino. Oltre che presentarsi è importante essere presentato. Il mondo di oggi vive all’interno di circoli chiusi, dove far entrare una persona all’interno di un ambiente diventa sempre più difficile, perché l’altro viene visto con diffidenza. È sempre più diffusa la paura di escludere colui che non si conosce, perché si ha la preoccupazione che l’altro può diventare un pericolo. La paura chiude non solo le porte delle nostre case, dei posti di lavoro, dei confini delle nazioni, delle istituzioni, ma serra a doppia mandata la porta del nostro cuore.

La celebrazione liturgica della presentazione al tempio della Vergine Maria è stata istituita nel secolo VI dalla Chiesa di Oriente e nel secolo XIV dalla Chiesa di Occidente, segnando un evento che lasciava presagire una volontà di maggiore comunione all’interno della Chiesa cristiana. La Liturgia delle Ore di questo giorno risalta l’aspetto dell’ecumenismo: “In questo giorno della dedicazione della chiesa di S. Maria Nuova, costruita presso il tempio di Gerusalemme, celebriamo insieme ai cristiani d’oriente quella ‘dedicazione’ che Maria fece a Dio di sé stessa fin dall’infanzia, mossa dallo Spirito Santo, della cui grazia era stata ricolma nella sua immacolata concezione.

L’ecumenismo è la via per ricucire lo strappo dell’unità della Chiesa. Questa solennità, festeggiata dalle Chiesa d’Occidente e d’Oriente, è un segno eloquente di come la Vergine Maria possa intercedere presso suo Figlio, per guarire la ferita aperta delle divisioni all’interno della Chiesa. Una madre è sempre pronta a trovare una soluzione per aiutare a riappacificare i suoi figli che hanno litigato, per riunire i fratelli che non si vedono da tanto tempo, per invitare a chiedere scusa e riprendere il cammino della vita insieme. La festa odierna di Maria è un caloroso invito a tornare all’origine dell’unità della comunità cristiana, la quale viveva con un cuor solo ed una anima sola, per offrire una testimonianza di amore al mondo, affinché ogni uomo e donna possa credere nella misericordia di Dio.

About Osvaldo Rinaldi

Share this Entry

Sostieni ZENIT

Se questo articolo ti è piaciuto puoi aiutare ZENIT a crescere con una donazione