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Dresden Statue of Martin Luther - Foto: Commons Wikimedia - Jorge Royan CC0

Norvegia: separazione tra Stato e Chiesa luterana

Vescovi e ministri di culto non saranno più funzionari di governo. Il processo avviato con la riforma costituzionale del Parlamento nel 2012

“Il 1° gennaio 2017 segna una netta separazione tra la Chiesa e lo Stato: ora i vescovi, pastori e diaconi non sono più ufficiali pubblici; i consigli pastorali non sono più agenzie di Stato”. Così il sito della Chiesa di Norvegia spiega la tappa finale del processo avviato con la riforma costituzionale varata dal parlamento il 21 maggio 2012.

In altre parole, la Chiesa luterana — pur restando la confessione cristiana largamente più numerosa — d’ora in poi non sarà più la religione di Stato, ma “una denominazione e una entità legale indipendente” dallo Stato “con il sinodo come suo organismo più importante”. Quindi gli oltre 1200 ministri di culto e i vescovi non saranno più funzionari di governo e la Chiesa non è più un organo dello stato, con a capo il re.

Si tratta della “trasformazione organizzativa più ampia a partire dalla Riforma, 500 anni fa”, spiega ancora la nota ufficiale ripresa dal Sir, siglata, tra gli altri, da Jens-Petter Johnsen, direttore del Consiglio nazionale luterano. Il cambiamento è stato dettato dalla necessità di salvaguardare “la libertà religiosa e l’uguaglianza tra le comunità religiose”, così come “l’indipendenza della Chiesa di Norvegia”.

Il Sinodo luterano norvegese aveva dato il suo parere favorevole alla separazione fin dal novembre 2006. Una decisione allora in linea con una proposta avanzata qualche mese prima da una commissione governativa che ricalcava la revisione del rapporto tra Stato e Chiesa luterana avvenuta nel 2000 in Svezia. “Ciò che conta – dichiarò in quell’occasione Johnsen – è il rapporto tra Chiesa e persone, non tra Chiesa e Stato. Faremo del nostro meglio per rafforzare il servizio della Chiesa insieme al nostro popolo”.

La trasformazione ha profonde implicazioni anche sul piano economico, dal momento che con le nuove regole, i circa 1.250 vescovi e pastori saranno retribuiti non più dallo Stato, ma dalle casse della Chiesa luterana. Ufficialmente appartiene alla Chiesa luterana circa il 73% dei norvegesi, ma solo il 5% dei fedeli partecipa attivamente e assiduamente alla vita delle comunità.

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