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Prayer

Pixabay CC0 - geralt

Liberami dal Maligno!

Nel duello contro il potere delle tenebre, Dio è accanto a noi e lotta in noi, per farci Guerrieri della Luce

“Ciao Cristina, potresti scrivere qualcosa sulla preghiera di guarigione e liberazione? Non ne so nulla”. 

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Ciao Alisa!

Innanzitutto buttiamo là una bella notizia: la preghiera di liberazione la possiamo fare tutti ed in ogni momento.

In genere la domanda conseguente è sempre: “Ma come? Liberare dai demoni non è un compito esclusivo degli esorcisti?”.

In verità no. È vero che la nomina a esorcista è riservata solo ai sacerdoti (su delega del Vescovo), ma è anche vero che liberare dalle presenze/influenze diaboliche è un qualcosa che possiamo fare tutti: basta agire con la fiducia in Dio.

Gesù ci ha incoraggiati tanto in questo senso: “Questi poi sono i segni che accompagneranno i credenti: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se avranno bevuto qualcosa di mortifero, non nuocerà loro, imporranno le mani agli infermi e questi saranno risanati” (Mc 16,17-18).

Ma allora che differenza c’è tra un esorcismo ed una preghiera di liberazione?

Il primo è una è una preghiera solenne e pubblica fatta con l’autorità della Chiesa (si chiama sacramentale) mentre la seconda è una forma di preghiera privata, cioè chiunque può farla, chiedendo a Dio la liberazione.

Occorrono solo due ingredienti essenziali: la fiducia in Dio ed agire in nome di Gesù.

Ma che TUTTI (ma proprio tutti!) possano fare questa preghiera, ci è stato ribadito proprio da Gesù in un episodio che a me piace tanto: “Gli disse Giovanni: “Maestro, abbiamo visto un tale scacciare i demoni nel tuo nome e glielo abbiamo proibito, perché egli non viene insieme a noi”. Gli rispose Gesù: “Non glielo proibite, poiché non c’è nessuno che operi un miracolo nel mio nome, il quale possa subito dopo parlare male di me. Infatti chi non è contro di noi è per noi” (Mc 9,38-40).

In un esorcismo c’è tutta la Chiesa intera che, attraverso il sacerdote, ordina al demonio, nel nome di Gesù, di andarsene.

In una preghiera di liberazione c’è una persona singola (od un gruppo di preghiera, come spesso accade) che con tutta la sua fiducia in Dio, Gli chiede nel nome di Gesù di liberare una persona dalle influenze del Male.

Sì, hai letto bene: ho scritto la parola “male” con la maiuscola. E c’è un motivo.

Io sono cresciuta in una parrocchia con un sacerdote che spiegava la Bibbia in un modo speciale (il suo amore sconfinato verso Dio unito alla sua immensa cultura biblica, riversava nel cuore degli ascoltatori spiegazioni teologiche piene di commoventi sorprese).

Una di queste sorprese mi venne incontro quando io ero un’adolescente strapiena di domande e desiderosa di altrettante risposte.

Un pomeriggio questo sacerdote spiegò la famosa frase “liberaci dal male”. Quel giorno scoprii che nella versione originale in lingua greca, quel “male” (poneròs) si riferiva non ad un male generico, ma ad un Maligno.

Insomma: Gesù non parlava di un concetto astratto, filosofico…ma di un personaggio ben preciso. Un personaggio citato chiaramente da Gesù anche nella meravigliosa preghiera sacerdotale che lui fa nell’ultima cena: “Non chiedo che Tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal Maligno” (Gv 17,15).

Ogni volta che recitiamo con fede il Padre Nostro quindi, noi chiediamo prima il perdono dei peccati commessi e poi domandiamo di evitarli in futuro, dicendo “Liberaci dal male, liberaci dal Maligno”.

Gesù stesso ci ha detto di pregare proprio così.

Tutti possiamo e dobbiamo pregare, per la nostra liberazione!

Una liberazione totale, sia dal Maligno che da tutto ciò che questo “omicida fin dal principio” (Gv 8,44) tenta di provocare nella nostra vita.

Per questo in ogni celebrazione eucaristica la Chiesa chiede a Dio “Liberaci, o Signore, da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni e con l’aiuto della tua misericordia vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento nell’attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro Salvatore Gesù Cristo.

È una vera lotta quella in cui noi siamo immersi.

L’obiettivo della battaglia è diventare Guerrieri della Luce.

In questo duello contro il potere delle tenebre, Dio è accanto a noi e lotta in noi.

È l’invocazione del salmo «sii tu a lottare» (Sal 43,1).

Non ci lascia in preda allo sfinimento.

Non si gira dall’altra parte mentre noi veniamo stritolati.

Lui è Presenza combattiva e prende le armi anche al posto nostro.

E non dobbiamo neanche pensare che un esorcismo sia più potente di una preghiera di liberazione.

Non c’è gradualità di importanza o di efficacia.

Con le teorie umane, infatti, si potrebbe pensare che il Mandato ufficiale della Chiesa che l’esorcista ha, sia un “valore” aggiunto in grado di rimediare, in un certo qual modo, ad una possibile mancanza di fede dell’esorcista o del fedele su cui si sta pregado.

Negli episodi concreti, invece, bisogna riconoscere che i laici, i religiosi e i consacrati (non esorcisti) che si dedicano alle Preghiere di Liberazione, spesso hanno ottenuto molti più risultati, se così si può dire, degli esorcisti stessi. Santa Caterina da Siena, ad esempio, liberava tutti gli indemoniati che non avevano ottenuto miglioramenti con gli esorcisti del tempo. Questo vale anche per san Benedetto (che poi, proprio per questo, è diventato patrono degli esorcisti)

A quanto pare Gesù non ci ha preso in giro quando ci ha detto che con la fede possiamo smuovere anche le montagne.

Per questo anche padre Gabriele Amorth, nel suo libro “Nuovi racconti di un esorcista” ha scritto: “Un esorcista che amministra un esorcismo, ha un’efficacia maggiore, di per sé, perché compie un sacramentale, fa quindi una preghiera pubblica, che coinvolge l’intercessione della Chiesa. Ma stiamo bene attenti: il Signore tiene molto conto della fede. Per cui è possibile che la semplice preghiera del laico, benché preghiera privata, abbia più efficacia delle altre”.

Chiaro, no?!

“Chi non lotta, non ha vittoria” (Chiara Lubich) e “non sarà mai abbandonato chi confida nel Signore” (S. Paolo della Croce)

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[Fonte: www.intemirifugio.it]

 

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