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Le preoccupazioni di Pietro

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio — Mt 19,27-29

Lettura

Siamo al capitolo 19 e, insieme all’evangelista, sempre in cammino verso Gerusalemme. Con il Maestro abbiamo percorso il tema dell’indissolubilità del matrimonio, del celibato per il Regno dei cieli, dell’essere come bambini. C’è stato l’incontro col giovane ricco che, esaltatosi emotivamente, ha chiesto cosa doveva fare per avere la vita eterna, ma davanti alla radicalità della chiamata, è andato via rattristato, gli è mancato il coraggio di affidarsi al Padre e di confidare in Lui, piuttosto che nelle sue sicurezze. Ora, Gesù parla della ricompensa per i suoi discepoli.

Meditazione

Nei versetti che precedono il brano odierno, Matteo riferisce: «Gesù disse ai suoi discepoli: “In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio”. A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: “Allora, chi può essere salvato?”». Siamo sotto lo sguardo del Maestro che, accogliendo lo sbigottimento dei discepoli, ha appena affermato: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile». Tutto era stato originato dallo slancio emotivo del giovane ricco, il quale, affascinato dalle parole del Maestro, aveva espresso il desiderio di volerlo seguire. Quando, però, Gesù lo ha posto di fronte ad una scelta pienamente consapevole, radicata nella concretezza del quotidiano, e gli ha chiesto di liberasi persino dei propri progetti e legami, egli se ne è andato via triste. Era ricco, ma ora sa di non avere tutto, ed è proprio ciò che possiede a non permettergli di avere quella comunione piena che desidera ma che è incapace di realizzare. Ora ci viene proposta la reazione “emotiva” di Pietro, che, al suo solito, subito reagisce, dà voce alla “pancia”, ai sentimenti suscitati in lui dalle parole pronunciate dal Maestro. Esprime così le preoccupazioni sue e dei suoi compagni: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». La risposta del Cristo, che come sempre va al di là di ogni aspettativa, non si limita a considerare solo cose, affetti, persone, ma addirittura garantisce una comunione piena con lui. Il Maestro promette “troni” dai quali giudicheranno le loro tribù, a partire dal momento in cui ci si mette alla sua sequela. Chiede solo un cuore fiducioso, capace di ascoltare e accogliere la sua Parola. Certamente, Pietro e i suoi compagni, nell’ascoltare, sono stati capaci di sostenere lo sguardo amorevole e fiducioso del loro Maestro, ed è stata gioia piena.

Preghiera

Signore, rendimi capace di mettere te sempre al primo posto nella mia vita, di seguirti in modo libero; donami il coraggio di saper lasciare ogni cosa come i tuoi discepoli, di confidare nella tua parola, e fa’ che attinga forza dal tuo sguardo benigno. Concedimi la gioia di un cuore fiducioso, capace di compiere la tua volontà.

Agire

“Dare da mangiare agli affamati”: porrò un concreto gesto di misericordia verso chi ha bisogno.

Meditazione a cura di don Donatello Camilli, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di EdizioniART. Per abbonamenti: info@edizioniart.it.

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