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Reti da pesca

Reti da pesca / Pixabay CC0 - 931527, Public Domain

La Santa Sede dice basta allo sfruttamento dei pescatori poveri

Nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pesca, il Pontificio Consiglio per i Migranti esorta i Governi a ratificare la Convenzione sul Lavoro nella Pesca del 2007 per contrastare la rete di organizzazioni criminali

Dal 1998, il 21 novembre di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Pesca per sottolineare l’importanza di preservare gli oceani e la vita marina che dà nutrimento a miliardi di persone nel mondo e opportunità di impiego ad oltre 50 milioni. Per la ricorrenza, il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti ha pubblicato un apposito Messaggio nel quale intende richiamare l’attenzione sui numerosi pescatori che vivono situazioni di sfruttamento ed abuso.

Oltre a denunciare l’esistenza di una rete di organizzazioni criminali e di individui che favoriscono questo crimine, il testo si rivolge nuovamente ai Governi affinché ratifichino la Convenzione sul Lavoro nella Pesca del 2007 (Ilo, n. 188), e questa possa entrare in vigore.  “Purtroppo non è a tutti nota la tragica realtà in cui, nell’industria della pesca, centinaia di migliaia di migranti interni/transnazionali sono vittime del traffico di esseri umani e destinati al lavoro forzato a bordo delle navi da pesca”, si legge nel Messaggio firmato dal cardinale presidente Antonio Maria Vegliò.

“Ciò – prosegue il testo – è favorito da una rete di organizzazioni criminali e individui che sfruttano persone che provengono da situazioni di miseria e sono alla disperata ricerca di un lavoro che possa aiutarli a spezzare il cerchio della povertà”. Essi, invece, “finiscono per cadere vittime della tratta e della schiavitù per debiti, spesso senza alcuna via di uscita. Questo perché le navi da pesca restano lunghi periodi in mare (che vanno da alcuni mesi a diversi anni) e ciò rende difficile, per non dire impossibile, per le vittime di questi crimini denunciare tali situazioni”.

In risposta all’appello di Papa Francesco: “La tratta delle persone è un crimine contro l’umanità”, la Santa Sede si rivolge dunque ai Governi “affinché ratifichino la Convenzione dell’Ufficio Internazionale del Lavoro sul Lavoro nella Pesca del 2007 (Ilo, n. 188), per creare un ambiente sicuro a bordo delle navi da pesca e migliori condizioni di benessere per i pescatori”. Nell’ottobre 2016, spiega infatti il Messaggio del Dicastero, la Convenzione è stata ratificata da nove Stati costieri, e quindi occorre ancora la ratifica di un solo Paese perché possa entrare in vigore.

Al contempo si attende “con impazienza” anche l’attuazione dell’Accordo sulle misure dello Stato di approdo intese a prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (Psma), adottato come trattato FAO nel 2009. “Dopo vari anni di sforzi diplomatici – si legge nel documento – esso è finalmente entrato in vigore il 5 giugno scorso ed è attualmente giuridicamente vincolante per i 29 Paesi e l’organizzazione regionale che l’hanno firmato”.

“Mediante l’adozione e la messa in atto di misure effettive dello Stato di approdo, tale accordo (Psma) è il primo trattato internazionale obbligatorio inteso a prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (Iuu), un problema ambientale importante che provoca gravi danni economici e rappresenta una minaccia alla sicurezza alimentare di numerosi Paesi”.

Al termine del Messaggio, viene espressa gratitudine a cappellani e volontari dell’Apostolato del Mare “per la loro dedizione e il loro impegno”. Di qui l’esortazione “ad essere vigili e ad intensificare la loro presenza nei porti di pesca, al fine di identificare e soccorrere le vittime della tratta”. Altresì necessario “che l’Apostolato del Mare lavori a più stretto contatto con i responsabili delle comunità di pesca per educare e prevenire la tratta di esseri umani proponendo alternative possibili di lavoro e sussistenza”.

In occasione poi della celebrazione della Giornata Mondiale della Pesca, il prossimo 21 novembre, alle 11, si svolgerà presso la sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), a Roma, un evento dal titolo The violation of human rights within the fishing sector and illegal, unreported and unregulated (IUU) fishing.  All’evento, co-organizzato dalla Fao, dal Pontificio Consiglio per i Migrantie dall’Osservatore Permanente della Santa Sede presso la Fao, interverranno il cardinale Vegliò e il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato.

 

 

 

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