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Le Lettere Credenziali degli Ambasciatori di Seychelles, Mali, Andorra, Kenya, Lettonia e Niger presso la Santa Sede - Foto © Vatican Media

“La pace è l’aspirazione di tutta la famiglia umana”

Le Lettere Credenziali degli Ambasciatori di Seychelles, Mali, Andorra, Kenya, Lettonia e Niger presso la Santa Sede

Questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco riceve in Udienza gli Ambasciatori di Seychelles, Mali, Andorra, Kenya, Lettonia e Niger presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali. Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa rivolge ai nuovi Ambasciatori:

Discorso del Santo Padre

Eccellenze,
Sono lieto di ricevervi per la presentazione delle Lettere con le quali venite accreditati come Ambasciatori Straordinari e Plenipotenziari dei vostri Paesi presso la Santa Sede: Seychelles, Mali, Andorra, Kenya, Lettonia e Niger. Vi chiedo gentilmente di trasmettere i miei sentimenti di stima ai vostri rispettivi Capi di Stato, insieme all’assicurazione delle mie preghiere per loro e per i vostri concittadini.

Il nostro incontro odierno si svolge mentre i cristiani di tutto il mondo si preparano a celebrare la nascita di Colui al quale ci rivolgiamo come Principe della pace. La pace è l’aspirazione di tutta la famiglia umana. È un cammino di speranza, che comprende, tra l’altro, il dialogo, la riconciliazione e la conversione ecologica (cfr Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2020). In un mondo tristemente segnato da conflitti civili, regionali e internazionali, divisioni sociali e disuguaglianze, è essenziale intraprendere un dialogo costruttivo e creativo basato sull’onestà e sulla verità, con l’obiettivo di promuovere una maggiore solidarietà fraterna tra gli individui e all’interno della comunità globale.

Da parte sua, la Chiesa cattolica si impegna a collaborare con ogni partner responsabile nel promuovere il bene di ogni persona e di tutti i popoli. È mia fervida speranza che la vostra missione contribuisca non solo al consolidamento dei buoni rapporti esistenti tra i vostri Paesi e la Santa Sede, ma anche alla costruzione di un mondo più giusto e pacifico in cui la vita umana, la dignità e i diritti siano rispettati e valorizzati. Il cammino verso la pace inizia con l’apertura alla riconciliazione: «Si tratta di abbandonare il desiderio di dominare gli altri e imparare a guardarci a vicenda come persone, come figli di Dio, come fratelli» (ibid., 3). Solo quando mettiamo da parte l’indifferenza e la paura può crescere e prosperare un vero clima di rispetto reciproco. Questo, a sua volta, porta allo sviluppo di una cultura dell’inclusione, a un sistema economico più giusto e a varie opportunità per la partecipazione di tutti alla vita sociale e politica.

La vostra presenza qui è segno della risoluzione dei Paesi che rappresentate e della comunità internazionale nel suo complesso nell’affrontare le situazioni di ingiustizia, discriminazione, povertà e disuguaglianza che affliggono il nostro mondo e minacciano le speranze e le aspirazioni delle generazioni future. Sempre più spesso vediamo che la pace è ostacolata anche dalla mancanza di rispetto per la nostra casa comune e in particolare dallo sfruttamento abusivo delle risorse naturali, viste solo come fonte di profitto immediato, senza considerazione per i costi che ciò comporta per le comunità locali e per la natura stessa.

Il nostro mondo sta affrontando una serie di sfide complesse per la sostenibilità dell’ambiente, non solo per il presente ma anche per l’immediato futuro. Il recente Sinodo sulla Regione panamazzonica ha fatto appello a un rinnovato apprezzamento del rapporto tra comunità e terra, tra presente e passato e tra esperienza e speranza. L’impegno per una gestione responsabile della terra e delle sue risorse è urgentemente richiesto a tutti i livelli, dall’educazione familiare alla vita sociale e civile, fino alle decisioni politiche ed economiche. Il bene comune e quello della casa in cui dimoriamo esigono sforzi di cooperazione per far progredire il fiorire della vita e lo sviluppo integrale di ogni membro della nostra famiglia umana.

Cari Ambasciatori, mentre iniziate la vostra missione presso la Santa Sede, formulo i miei migliori auspici e vi assicuro la costante disponibilità dei vari uffici della Curia romana per assistervi nell’adempimento delle vostre responsabilità. Su di voi e sulle vostre famiglie, sui vostri collaboratori e su tutti i vostri concittadini di cuore invoco divine benedizioni di gioia e di pace, con l’augurio di buone feste di Natale.

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