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Cristiani in Egitto

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Egitto: quattro cristiani uccisi in dieci giorni

Ad Alessandria ucciso un commerciante copto perché vendeva alcolici. Sgozzati nei giorni scorsi anche una coppia di sposi a Menufia e un chirurgo ad Assiut

Non c’è pace per i cristiani d’Egitto, nonostante i tentativi concreti del presidente al-Sisi di tutelare e conservare le minoranze religiose. Il bilancio degli ultimi dieci giorni è tragico: quattro le persone che sono state uccise.

Il primo omicidio è avvenuto il 3 gennaio. Ad Alessandria un commerciante cristiano copto di 45 anni è stato sgozzato da un salafita perché nel suo negozio erano in vendita bevande alcoliche. L’autore dell’omicidio ha ammesso la colpa, dichiarando che aveva intimato in passato al commerciante di interrompere la vendita di alcol. Martedì prossimo la Corte d’Appello di Alessandria inizierà il processo a suo carico per omicidio intenzionale e possesso di un coltello.

Stessa sorte è toccata a una coppia di sposi cristiana, un uomo di 62 anni e sua moglie 55enne: sono stati trovati morti per sgozzamento nella loro casa di Menufia, nel nord dell’Egitto. Nell’appartamento non sono state registrate tracce di furto o scasso, motivo per cui gli inquirenti sospettano che si tratti di un crimine d’odio o di vendetta.

Venerdì 13 gennaio un altro omicidio è avvenuto ad Assiut, città dell’Egitto meridionale con una massiccia presenza del radicalismo islamico. Un giovane chirurgo cristiano è stato trovato morto dal fratello nel suo appartamento. Il suo corpo era costellato di coltellate, sul collo, sul petto e sulla schiena. I colleghi del medico hanno affermato che l’uomo si distingueva per le buone maniere e aveva un buon rapporto con tutti i colleghi.

L’11 dicembre scorso un attentato suicida ha colpito la cattedrale copto-ortodossa di San Marco, a Il Cairo, uccidendo 27 persone. L’attacco è stato rivendicato dall’Isis.

[a cura di Federico Cenci]

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