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Calderà: lo splendore di un presepe vivente

Originale esperienza evangelizzatrice che coinvolto attivamente un’intera comunità parrocchiale siciliana

Il litorale prospicente alle isole Eolie è stato interessato quest’anno dall’allestimento di un Presepe vivente. Lo scenario è sicuramente originale trattandosi di zona balneare e della stagione invernale, ma l’iniziativa si spiega a causa della cura pastorale della parrocchia S. Rocco in Calderà affidata da poco più di un anno alla cura pastorale dei Francescani dell’Immacolata.

Fedeli alla tradizione inaugurata dal Poverello d’Assisi a Greccio, i religiosi si sono adoperati per riprodurre la storia della Natività nell’antica tonnara che oggi è la piazza prospicente alla chiesa parrocchiale dedicata al santo pellegrino Rocco da Montpellier.

“Lo scopo è innanzitutto l’evangelizzazione – spiega frate Anselmo Marco – attraverso la rievocazione della vicenda di Betlemme durante la nascita di Gesù”.

Il coinvolgimento generale della popolazione sta dimostrando come dalla sana pietà popolare alle rappresentazioni sacre, si possano sviluppare dei legami di comunione autentica.

Ognuno ha riesumato dalla propria cantina o dal soffitto di casa antiche suppellettili e confezionato vestiti dell’epoca per poi cimentarsi nell’allestimento delle scene con la fatica del proprio lavoro fino alla presentazione delle arti e dei mestieri tipici dell’antica Giudea inculturata però in un contesto sociale siculo-messinese con tanto di barche e reti evocative dei primi discepoli di Gesù.

Per i bambini e i giovani ogni scena del presepe rappresenta anche un laboratorio e una scuola di arte: falegnameria, ceramica, siderurgia, panetteria… dove si è venuti a contatto con le conoscenze di un artigianato di qualità che vuole resistere alla prova del tempo e alla sfida dei manufatti della tecnica industriale.

I più anziani hanno ricostruito persino forni a legna con i criteri dell’antica conoscenza muratoria facendo delle loro realizzazioni il luogo di condivisione del pane per tanti poveri del quartiere.

Le donne hanno impastato quintali di pasta da offrire cotta ai visitatori infreddoliti e preparato saponi artigianali di tipo marsiglia che nulla hanno da invidiare alla qualità dei prodotti presenti nelle grandi distribuzioni commerciali.

L’evento che finirà con l’Epifania ha registrato dal 25 dicembre sera l’affluenza di migliaia e migliaia di persone ricevendo l’apprezzamento ufficiale dell’autorità amministrativa locale.

All’interno del percorso il parroco con i suoi confratelli francescani è disponibile per un sorriso, una benedizione e una spiegazione catechetica sul mistero del Natale che incuriosisce e appassiona in questo modo anche i più distratti e frettolosi.

All’uscita del Presepe, quale valore aggiunto, viene offerta la cosiddetta “Luce di Betlemme”, cioè il cero cha attinge il fuoco dalla fiamma che gli scout d’Austria, secondo il costume di qualche decennio, diffondono dalla Grotta della Natività in venti paesi europei: dalla Sicilia fino alla Lituania.

In un mondo in deficit di calore umano e ottenebrato dall’individualismo, anche un presepe vivente può illuminare la notte oscura della solitudine e far sentire gli uomini più amici in Colui che prendendo la nostra carne ci ha resi tutti fratelli.

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