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Avvento: un tempo per superare la monotonia

Nella società contemporanea molti consumano e non sono pronti all’appuntamento. Saggio è, invece, chi sa aspettare

Riportiamo di seguito la lettera di dicembre, indirizzata agli studenti romani da monsignor Lorenzo Leuzzi, direttore dell’Ufficio per la Pastorale Universitaria della Diocesi di Roma.

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Cari studenti universitari,

la mia lettera giunge a poche ore dall’inizio dell’Avvento, primo tempo forte del nuovo Anno liturgico.

È il tempo dell’attesa e saremo guidati dalla prima parabola del capitolo 25 di Matteo (Mt 25,1-13), che vi invito a leggere per intero.

È davvero singolare l’invito a coniugare l’attesa con la presenza. Attendere chi se Lui è già presente?

La parabola delle vergini sagge e delle vergini stolte è a prima vista una proposta contraddittoria. In fondo le vergini stolte si comportano con la certezza di chi sa che lo sposo è già venuto e che proprio perché è già venuto, possono consumare l’olio che avevano.

Tutti noi consumiamo il nostro olio perché non c’è nulla da attendere, lo sposo (è il nome del progetto ideologico di turno!) è già con noi. È la via della monotonia della vita! Se la mia esperienza è monotona, perché non consumare subito con la speranza di godere di quella piccola o grande soddisfazione che posso raggiungere?

Cari amici,

il tempo dell’Avvento è la proposta a superare la monotonia, l’omologazione, la visione circolare della storia. Chi può rompere la circolarità della storia?

Molti hanno tentato di rompere questa circolarità, ma senza grande successo. Anzi! L’unica via di uscita è l’esperienza del sabato del villaggio: un’attesa fine a se stessa, perché dopo c’è la delusione della domenica.

Per la Chiesa la Domenica è l’incontro con lo Sposo che non la consuma, ma la rende protagonista. È l’incontro che pone fine all’attesa che delude, che apre orizzonti nuovi.

Essere pronti per questo incontro è la vera gioia della vita!

Come essere pronti per questo incontro che cambia la mia esistenza?

Vorrei suggerire due vie.

La prima è quella benedettina: ora et labora. La seconda è quella della secondarietà.

La prima è la proposta ad essere ordinati nella giornata: vivere con un programma. Nella giornata è necessario trovare il tempo della preghiera e del lavoro, della vita con gli altri, a cominciare dalla famiglia, e del tempo libero. Essere stabili e non occasionali! C’è un tempo per ogni cosa!

La seconda è la proposta di saper valutare ciò che è secondario. Noi siamo abituati a vedere ciò che è prioritario, ma facciamo fatica a valutare ciò che è secondario. La secondarietà è la virtù dei grandi! I grandi progetti passano attraverso la verifica di ciò che è davvero essenziale, ma non in astratto, ma nel concreto della mia esistenza.

Solo così saremo pronti per l’incontro con lo Sposo!

Ma non ti arde il cuore mentre ordini la tua vita e scopri la secondarietà delle tue scelte?

Cari amici,

è questa la grande esperienza della vita cristiana: nell’attesa tu stai preparando l’incontro che non ti consumerà, ma farà emergere la tua grandezza.

C’è la grandezza dello stolto e la grandezza del saggio!

Lo stolto si lascia consumare, il saggio si prepara.

Nella società contemporanea molti consumano e non sono pronti all’appuntamento. È il dramma della nostra vita!

Tu devi decidere: consumato o preparato?

Tra i più bei ricordi della mia vita non posso dimenticare i tempi della preparazione, quando ho saputo vincere la fretta del successo. Solo allora ho sperimentato la gioia che quell’appuntamento non mi ha consumato, ma mi aveva reso protagonista nella costruzione della storia.

Chi si lascia consumare non può partecipare alla staffetta della storia, perché non ha nulla da consegnare, nessun testimone, perché ha costruito tutto lui.

È lo stolto che si ritiene indispensabile!

Cari amici,

siamo chiamati ad essere protagonisti nella storia, ma la vera condizione è di prepararsi con cura all’incontro con lo Sposo che attende la sua Sposa ogni domenica per liberare la sua attesa dalla delusione.

Anche tu preparati e non consumare subito. Aspetta perché nell’attesa non sei solo, ma sei guidato da Colui che è già venuto, viene e verrà.

Il mondo ha bisogno di saggi e non di stolti!

Vi auguro di cuore di essere parte della grande staffetta della storia consapevoli di dover lasciare il testimone ad altri.

Buon Avvento.

+Lorenzo

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