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Auza: “Decisioni coraggiose per il conflitto israelo-palestinese”

Al Consiglio di Sicurezza Onu, l’osservatore vaticano presso le Nazioni Unite a New York esprime l’auspicio della Santa Sede per una situazione di sicurezza e pacifica coesistenza

Servono decisioni coraggiose per risolvere il conflitto israelo-palestinese. Lo ha affermato mons. Bernardito Auza, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a New York, al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Nel suo intervento – riportato dalla Radio Vaticana – il presule esprime la preoccupazione per il difficile stallo in cui si trova il processo di pace: “Una crisi talmente grave – ha osservato – da far sorgere dubbi sulla validità degli Accordi di Oslo”.

Di qui la convinzione da parte della Santa Sede della necessità di decisioni coraggiose e di concessioni reciproche sia da parte israeliana che palestinese per giungere “ad una situazione di sicurezza, prosperità e pacifica coesistenza”.

Il rappresentante vaticano ha quindi fatto sue le parole di Papa Francesco, parlando di “due popoli che dal profondo dei loro cuori non chiedono altro che una pace”, troppo spesso ostacolata “da una retorica di propaganda” e dal ricorso alla violenza, che non ha risparmiato sofferenze neppure ai cristiani in molte regioni del Medio Oriente.

Essa, tuttavia, può essere sconfitta – ha affermato l’arcivescovo – attraverso la diplomazia e il dialogo, come dimostra l’Accordo concluso tra Santa Sede e Stato di Palestina nel gennaio 2015, definito “un vero esempio di dialogo e cooperazione anche per gli altri Paesi a maggioranza araba e musulmana”.

Facendo poi esplicito riferimento al conflitto siriano e alla crisi libica, l’osservatore della Santa Sede ha ribadito l’appello a fermare l’afflusso di armi nella regione e a rinforzare, invece, le azioni umanitarie in favore dei rifugiati e dei profughi nella regione.

La Santa Sede – ha rimarcato mons. Auza – sostiene la risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza che garantisce il rispetto della sovranità, dell’indipendenza, dell’unità e dell’integrità territoriale della Repubblica Araba di Siria e che ribadisce la necessità di una soluzione politica del conflitto. A tal fine si guarda con particolare speranza alle iniziative di dialogo promosse dalla comunità internazionale e ai colloqui previsti per la fine di questa settimana a Ginevra.

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