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Cardinal Pietro Parolin

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Attentati Istanbul. Parolin: “Un grande dolore. La misericordia è l’unica medicina”

Il segretario di Stato a colloquio coi giornalisti a margine della presentazione del libro di Francesco. Su Vatileaks 2: “Possibile la grazia del Papa ai cinque imputati?”. “Tutto è possibile. Prematuro fare previsioni”

Cardinal Pietro Parolin

“L’attentato a Istanbul suscita ancora una volta un grande dolore. Quel che sta accadendo, che si sta ripetendo, ci conferma che di fronte a questi mali l’unica medicina è la misericordia”. Così il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, a margine della presentazione del libro-intervista di Papa Francesco, ha commentato l’attacco suicida compiuto oggi da un kamikaze siriano nel distretto turistico Sultanahmet, cuore di Istanbul, che ha ucciso 10 persone.

Stigmatizzando la strage, come anche tutte le azioni terroristiche nel mondo, il cardinale è tuttavia tornato a ribadire l’invito alla misericordia, rimarcato nel libro dal Pontefice. “Misericordia – ha spiegato – sulla linea delle opere di misericordia che devono diventare una dimensione sociale”.

“Venire incontro alle necessità degli uomini come espressione della misericordia”, ha proseguito, “certo come espressione di giustizia prima di tutto, perché all’uomo in quanto tale è dovuto il rispetto dei suoi diritti e delle sue esigenze. Ma tutto questo deve partire anzitutto da un atteggiamento del cuore che si apre al fratello e vede in ciascuno al fratello. E anche dalla dimensione del perdono, perché se non ci perdoniamo non si spezzerà il circolo della violenza e dei conflitti”.

Ai giornalisti che chiedevano se nel volume del Papa curato dal giornalista Andrea Tornielli non ci fosse “un eccesso” di misericordia, il Segretario di Stato ha precisato: “Mi pare che l’indicazione del Santo Padre sia molto chiara. Nel libro ho trovato un equilibrio. La misericordia va oltre i meriti altrimenti non sarebbe più misericordia. Il Signore è venuto per chi gli apre la porta, anche solo per chi ha intenzione di aprirgli la porta”.

“Se c’è una sovrabbondanza di misericordia sicuramente ci deve essere un atteggiamento di apertura da parte della persona”, ha sottolineato Parolin. Perché “a chi rimane chiuso la grazia di Dio non può fare nulla, non può entrare. Gesù stesso lo ha detto nell’Apocalisse: ‘Sono fuori sulla porta e busso e se qualcuno mi apre entro…’.  E se qualcuno non apre, non entra, non sfonda”.

A proposito del legame tra giustizia umana e misericordia divina, il porporato infine ha risposto ad una domanda di ZENIT circa l’evoluzione del cosiddetto processo Vatileaks 2 per fuga di documenti riservati. “È plausibile che il Papa conceda la grazia ai cinque imputati?”. “Tutto è possibile, certo”, ha affermato il cardinale, “però mi pare adesso ancora prematuro anticipare i risultati. Ancora deve svolgersi il processo. Non so quanto tempo manchi… ma al momento non ho elementi per anticipare nulla». Ad ogni modo, Parolin ha rimarcato che “non si può escludere nulla”, quindi nemmeno un’amnistia.

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