Dona Adesso

Pixabay CC0 - kloxklox_com, Public domain

A chi ha, sarà dato

Meditazione della Parola di Dio di venerdì 18 novembre 2016 – XXXIV Domenica del Tempo Ordinario

Lettura

Gesù dà inizio alla sua predicazione pubblica con queste parole: «Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino, convertitevi e credete al Vangelo» (Mc 1,15). L’espressione “Regno di Dio” indica la comunità che ha al centro Cristo, il cui stile di vita è contrassegnato dalla carità. Al tempo di Gesù si attendeva un liberatore politico che avrebbe liberato gli Ebrei dal giogo dei Romani. Questa è un’idea falsa del Messia. Gesù la corregge sottolineando la necessità dello sforzo personale, del proprio impegno, della collaborazione attiva alla grazia che Dio non fa mancare a nessuno.

Meditazione

Gesù distingue tre gruppi di uomini: il primo è costituito da coloro che si sforzano e si affaticano per accrescere la propria ricchezza. Essi sono ricompensati in proporzione al loro lavoro. Certamente il Regno di Dio è prima di tutto grazia donata liberamente e l’uomo è colui che riceve. Ma la Parola di Dio è anche chiamata che contiene responsabilità. Al secondo gruppo appartengono i passivi. L’uomo della parabola non vuole né moltiplicare il talento ricevuto né perderlo. Non si può aspettare con le mani in mano il Regno di Dio. Zacchèo ha lasciato la sua villa, è andato incontro a Gesù ed è salito sull’albero. Non si è mai fatto nulla con il solo aspettare perché, come dimostra la parabola, con la sola passività si perde anche ciò che si è ricevuto. Il terzo gruppo è formato da uomini attivi ma che operano contro Dio. Il Signore li lascia fare per lungo tempo senza intervenire. Questa attesa significa per i nemici possibilità di conversione prima del giudizio finale. Così, il Regno di Dio è non solo l’ora della grazia ma anche della decisione. Non si può sfuggire alla propria responsabilità. A ogni uomo Dio dona i suoi talenti: il dono della vita, la capacità di intendere e di volere, di amare e agire, la grazia, la carità, le virtù infuse, la vocazione personale. L’importante non è ricevere molto o poco, ma di mettere a frutto, con impegno, ciò che si è ricevuto. La ricompensa non mancherà. Questo è il premio della liberalità di Dio che ammette i suoi servi alla comunione della sua vita e della sua fedeltà eterna: dono che pur richiedendo l’impegno dell’uomo è sempre infinitamente superiore ai suoi meriti.

Preghiera

«Ascolta, o Padre, a cui nulla sfugge, la mia preghiera. Guida i miei passi sulle vie di colui che ti conosce perché è nato da te: il Cristo, il re che ha liberato gli uomini da tutte le loro miserie» (San Gregorio Nazianzeno).

Agire

Oggi sforziamoci di mettere a frutto le nostre capacità di fare il bene, aiutati dalla grazia di Dio. Sant’Agostino ha scritto che quel Dio che ci ha creati senza chiederci il permesso, non può salvarci se non lo vogliamo.

***

Meditazione del giorno a cura di mons. Michele De Rosa, Vescovo di Cerreto Sannita – Telese – Sant’Agata de Goti, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti info@edizioniart.it

About Redazione

Share this Entry

Sostieni ZENIT

Se questo articolo ti è piaciuto puoi aiutare ZENIT a crescere con una donazione