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Yemen: oltre 500 morti dall’inizio dei raid sauditi. Tra questi 74 bambini

La denuncia arriva da Oms e Unicef. Intanto nella città portuale di Aden, a sud, proseguono i combattimenti e si parla di catastrofe umanitaria

Va sempre più peggiorando la situazione nello Yemen. Da più parti si grida alla catastrofe umanitaria. Proprio oggi l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha diffuso il bilancio dell’offensiva dei ribelli sciiti dei loro alleati del 19 marzo scorso: si tratta di 560 deceduti e circa 1.800 feriti.

Tra le vittime sarebbero quasi 300 i morti dall’inizio della campagna aerea a guida saudita in sostegno del governo yemenita, secondo l’Oms. Le vittime – aggiunge l’Unicef – includono almeno 74 bambini morti e 44 feriti dall’inizio dei bombardamenti. A questi si aggiungono oltre 100mila sfollati.

In particolare è tragica la situazione nella città portuale di Aden, nel sud del paese, dove sono in atto i combattimenti tra le truppe lealiste del deposto presidente Mansour Hadi e i ribelli sciiti Houthi.

Fonti locali parlano di unabattaglia cruenta, in cui i ribelli – che a febbraio avevano catturato la capitale Sanaa – hanno schierato carri armati ed artiglieria per colpire i quartieri civili, dove sono poste le basi le unità della “resistenza popolare” ovvero i sostenitori di Hadi, riparato in Egitto. Quest’ultime stanno tentando di avanzare verso Mualla, una città a Sud di Aden, per arrivare al porto dove le forze saudite ed egiziane sono pronte a far arrivare rifornimenti dal mare.

Uno scorcio della tragica situazione è data dalla Croce Rossa internazionale che riferisce: “Ad Aden si combatte in ogni strada in ogni angolo. Molti non sono in grado di scappare”. Tutto è reso “molto difficile” poi dalla chiusura delle rotte navali, aeree e di terra. Anche i volontari di Medici senza frontiere hanno riscontrato difficoltà a raggiungere gli ospedali, e funzionari yemeniti parlano di una scuola colpita dai raid nella provincia di Ibb, che ha ucciso almeno tre studenti. 

Mentre il paese è nel caos più completo, nel mondo si discute di questa crisi che potrebbe raggiungere i picchi di Siria e Iraq. Gli Stati Uniti hanno intensificato lo scambio di informazioni e stabilito un coordinamento congiunto con l’Arabia Saudita. La diplomazia iraniana ha invece organizzato una missione in Oman e Pakistan, per discutere con Islamabad su un eventuale intervento militare nella coalizione guidata da Riad.

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