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Coalition Forces respond to a car bombing in South Baghdad

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“Visioni di guerra. Testimoni di pace”

Lo scorso 1 dicembre, un Focus alla Cittadella della Carità “Santa Giacinta” di Roma con Amedeo Ricucci, giornalista Rai inviato di guerra in Medio Oriente

Amedeo Ricucci, giornalista Rai inviato di guerra nei territori del Medio Oriente, è stato ospite giovedì 1° dicembre alla Cittadella della Carità “Santa Giacinta” di Roma, per un Focus dal titolo “Visioni di guerra. Testimoni di pace”. Durante la serata ha offerto la propria esperienza per capire meglio le attuali connotazioni storiche dei Paesi coinvolti nella guerra contro l’Isis.

Grazie agli strumenti della tecnologia, il giornalista — ha spiegato Ricucci — “può solo aggiungere lo spessore storico degli eventi e guidare l’uditore nella comprensione degli accadimenti, poiché ormai la notizia viaggia velocemente e tutti hanno la possibilità di accedere all’informazione”. “Certo, è pur vero — ha aggiunto — che alcune notizie non sempre possono essere riportare per alcune impossibilità logistiche e di sicurezza”.

Ricucci ha raccontato come si possa sempre aiutare le persone e lo ha fatto attraverso la commovente storia di una bambina siriana di nome Nur, il cui nome si tradurrebbe Luce in italiano, che è stata salvata dalle violenze del suo Paese e che molto presto arriverà in Italia per ricevere delle adeguate cure mediche al Policlinico Gemelli di Roma. “Il giornalista non è un operatore umanitario – ha chiarito – ma rimane comunque una persona umana che non riesce a distaccarsi dalla realtà dei fatti”.

Durante l’incontro si è parlato anche del ruolo delle donne, che alcune volte riescono ad essere salvate attraverso corridoi umanitari. Ci sono donne militari, ma esse sono legate ad un’operazione mediatica relativa ad una ideologia delle organizzazioni armate di stampo marxista. Alcune donne sono affiancate alle milizie curde siriane e quelle irachene che nutrono un grande rispetto della donna e dove vi è la parità dei generi.

Nel suo intervento, il giornalista Rai ha analizzato anche come la rivolta nel Medio Oriente sia partita dal popolo che si è ribellato ai regimi totalitari che hanno resistito per 40 anni. Ha comparato questa rivoluzione con la Rivoluzione Francese: per realizzare quest’ultima sono serviti più di 50 anni, quindi non si può chiedere alle popolazioni arabe di fare una rivoluzione in poco tempo.

Ad una domanda sul caso Regeni, il giornalista ha tagliato corto: “L’Egitto di al-Sisi non può permettersi la verità”.

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