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Vingt-Trois: “Il Sinodo non sarà una resa dei conti ma un tempo di conversione”

Durante il suo saluto all’assemblea, il presidente delegato conferma: l’indissolubilità del matrimonio sacramentale non è in discussione, saranno implementati dei “percorsi di misericordia”

Uno dei compiti dei padri sinodali sarà quello di impegnarsi affinché “la Chiesa sia sempre più fedele alla sua missione pastorale”. Lo ha detto il cardinale arcivescovo di Parigi, André Vingt-Trois, presidente delegato dell’assemblea sinodale, durante il suo saluto, in occasione della prima Congregazione Generale.

La decisione di tenere due sessioni del Sinodo (quella straordinaria dello scorso anno e quella ordinaria appena iniziata), secondo Vingt-Trois, “ha dato i suoi frutti”, con uno sforzo congiunto delle “chiese locali” nel rispondere al questionario che avrebbe poi dato vita all’Instrumentum Laboris.

Da parte sua, ha proseguito il porporato francese, il motu proprio Mitis Iudex Dominus Iesus sulla riforma della nullità del matrimonio sacramentale “offre una preziosa indicazione sullo spirito con il quale affrontiamo questa fase di lavoro”.

Senza mettere in discussione la “tradizione sacramentale della nostra Chiesa”, né la sua “dottrina sulla indissolubilità del matrimonio”, i padri sinodali sono invitati a condividere la propria “esperienza pastorale” e a “implementare dei percorsi di misericordia con cui il Signore invita coloro che desiderano e che sono in grado di entrare in un processo di conversione per il perdono”.

Un ulteriore cenno è stato fatto dall’arcivescovo di Parigi all’Anno Santo straordinario della Misericordia, salutato come un “segno di speranza per coloro che sono gravati dalla vita e che aspirano a sperimentare la vera liberazione”.

Gesù è infatti venuto per “salvare i peccatori” e per indirizzarli lungo i “sentieri della grazia”, aperti a “tutti coloro che si rivolgono a lui, con umiltà” per “avanzare umilmente verso le condizioni di una nuova vita”.

Le tre settimane di “intenso lavoro” delle sessioni sinodali si profilano come “un’importante esperienza di Chiesa”, per “cercare di accrescere la comunione con convinzione ed umiltà”.

Nonostante le “differenze” che sussistono tra di loro, i padri sinodali non intendono vivere questo tempo come una “resa dei conti” ma, piuttosto, come “un tempo di conversione comune nella forza della comunione” che il Santo Padre garantisce. [L.M.]

 

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