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Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione vaticana

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Viganò: “Successo del Papa su Instagram un caso da studiare”

Il Prefetto della Segreteria della Comunicazione trae un bilancio del primo anno di attività del dicastero e di una riforma dei media vaticani che ha l’obiettivo di portare sempre di più il Vangelo tra la gente

Ricorre oggi il primo anniversario dell’istituzione della Segreteria per la Comunicazione, promulgata attraverso un motu proprio di papa Francesco.

In un’intervista alla Radio Vaticana, il prefetto del nuovo dicastero, monsignor Dario Edoardo Viganò, ha tratto un bilancio dei primi dodici mesi di attività di un organismo che, assorbendo e coordinando i più importanti soggetti della comunicazione vaticana, ha coinvolto finora circa 400 persone, per un totale di oltre 140 riunioni.

La riforma dei media vaticani, ha ricordato Viganò, non riguarda solo le strutture ma anche i processi comunicativi, che implicheranno più sinergia e collaborazione tra tutte le persone e le istituzioni coinvolte.

“Mettere in relazione, come ha fatto il Santo Padre, il contesto attuale e la necessità della riforma di un sistema comunicativo è quanto di più nuovo e quanto di più proprio della riforma che ci possa essere”, ha affermato il Prefetto.

L’attenzione al contesto attuale, ha aggiunto Viganò, “non è una concessione delle piccole élite culturali, piuttosto è l’elemento centrale nella logica della fede cristiana”, la quale “vive propriamente della dinamica della legge dell’incarnazione”.

User first” è un altro concetto chiave, che implica una maggiore considerazione degli utenti, con “l’atteggiamento di cercare chi sono i nostri interlocutori, ascoltarli, ascoltare il loro cuore, le loro domande; comprendere la modalità di fruizione dei media che oggi loro hanno”, narrando “il Vangelo della Misericordia a uomini e donne concreti, a uomini e donne che vivono, giorno dopo giorno, immersi nei media”.

Monsignor Viganò ha poi commentato il successo dell’account Instagram di papa Francesco, diventato “un caso di studio”, vista la sua “crescita esponenziale”. Un dato significativo, secondo il prefetto, è “il fatto che gli elementi di commento maggiori sono gli elementi più di tratto spirituale, di vicinanza, di condivisione”.

Secondo il dirigente vaticano, i social media sono “un po’ come quelle frecce scoccate al cuore di Dio, che durano un istante”, paragonabili a “quando una persona viaggia per strada, a piedi o in macchina, vede una edicola della Madonna, dice una giaculatoria”. Essi, ha aggiunto, aiutano a “mantenere viva nel cuore una dinamica di visione spirituale della propria esistenza”.

La presenza di un grande portale unico per tutti i media vaticani, poi, comporterà il “vantaggio” di evitare “la cannibalizzazione degli utenti, che oggi invece sono utenti basiti, se non addirittura spaesati di fronte a una pletora di portali, di siti e anche di App”.

L’integrazione della Radio Vaticana e del Centro Televisivo Vaticano è un altro aspetto affrontato da Viganò: la radio, in particolare, andrà oltre la sua originaria natura radiofonica, trasformandosi nell’hub content dell’unico portale, con gli audio che diventeranno dei podcast, da scaricare e mettere a disposizione.

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