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Vescovi del Triveneto: “Salvaguardare la famiglia fondata sul matrimonio”

In una nota, la Conferenza Episcopale esprime il proprio sostegno al Family Day e a tutte le iniziative in favore della famiglia

Anche i Vescovi della Conferenza Episcopale del Triveneto esprimo il loro appoggio e incoraggiamento al Family Day del prossimo 30 gennaio, al Circo Massimo, e a “tutte quelle iniziative che intendono offrire un contributo sereno e costruttivo al bene comune del nostro Paese”.

In un comunicato congiunto, diffuso a mezzo stampa, i presuli si dicono “consapevoli della necessità e dell’urgenza di mantenere oggi viva e ben presente – nelle vicende quotidiane e nel dibattito pubblico – la coscienza che la famiglia è indispensabile cellula vitale per la nostra società contemporanea”.

La stessa Costituzione italiana – ricordano i vescovi – “attesta la specificità e la rilevanza unica della famiglia – come “società naturale fondata sul matrimonio” (art. 29). Questo principio dovrebbe moltiplicare l’impegno e le azioni di tutti – in politica, cultura ed economia, nel mondo del lavoro, dell’educazione e della scuola ecc. – per far sì che la famiglia sia concretamente e maggiormente tutelata e sostenuta nei diversi ambiti di vita civile e istituzionale”.

 Ben vengano dunque tutte le iniziative in favore della famiglia, “non con atteggiamenti polemici o volontà conflittuali – precisano i presuli ma con il desiderio di aiutare tutti a riflettere sulla portata dei valori in gioco”.    

Nel testo, la Conferenza Episcopale del Triveneto evidenzia inoltre “che – anche nei dibattiti attuali – vada salvaguardata, in modo netto e deciso, la famiglia fondata sul matrimonio e intesa come unione stabile, fedele e aperta alla vita tra un uomo e una donna”. “Altre forme di legami affettivi tra persone – anche omosessuali – sono per loro natura diverse e vanno, quindi, considerate diversamente dal rapporto d’amore tra un uomo e una donna che – nel matrimonio – creano famiglia e vivono un impegno stabile e disponibile alla procreazione”.  “A chi vive altri legami affettivi vanno riconosciuti i diritti individuali della persona. Ma altra cosa sono i diritti propri dell’istituto matrimoniale”.

Di qui l’auspicio che, “come avviene in una società democratica, una sapiente e chiara regolamentazione dei diritti e dei doveri sia perseguita e realizzata all’interno di un dialogo franco, leale e senza pregiudizi di sorta”. “In questa materia non sono possibili compromessi al ribasso – affermano i vescovi – si tratta, piuttosto, di fare riferimento alla legge morale naturale”.

Quindi “il sostegno e la gratitudine nei confronti di tutti coloro che si adoperano fattivamente affinché la famiglia continui ad essere e possa svilupparsi sempre più come lievito e fermento di bene comune per tutta la società italiana”.

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