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Vescovi boliviani condannano legge sul gender

Il Messaggio per l’assemblea della conferenza episcopale boliviana affronta anche i temi della violenza sociale, dell’aborto, delle carceri e della chiusura del Giubileo

Si chiama “Misericordiosi come il Padre” il Messaggio scritto dai vescovi boliviani per la 102esima assemblea della conferenza episcopale tenutasi a Cochabamba dal 10 al 15 novembre. I temi affrontanti nel testo spaziano dalla difesa della famiglia all’ideologia gender, dalla carità alla chiusura del Giubileo.

L’attenzione dei presuli si rivolge alla legge 807, che sta scatenando polemiche in Bolivia. Qualora fosse approvata, consentirebbe di scegliere un sesso diverso rispetto a quello di nascita ed ottenere così un nuovo documento d’identità.

Ad ottobre è stato presentato un ricorso al Tribunale costituzionale plurinazionale per dichiarare incostituzionale la legge. L’iniziativa è stata posta in essere dalla “Piattaforma per la vita e la famiglia”, composta da rappresentanti della Chiesa cattolica, Chiese evangeliche e altre comunità cristiane.

Secondo i vescovi boliviani questa legge “risponde ad una ideologia che è contraria alla famiglia e alla natura dell’essere umano, creato a immagine e somiglianza di Dio, maschio e femmina”.

Lo sguardo dei presuli si sposta quindi sulla cellula fondante della società: “Valorizziamo e ringraziamo le tante famiglie che vivono con fedeltà il loro impegno, offrendo una vera testimonianza di amore ai figli e mettendo a disposizione il loro tempo per collaborare con la comunità ecclesiale”.

Di qui l’invito alle famiglie “a vivere, a partire dalla misericordia, i valori fondamentali umani e cristiani e a riscoprire la gioia dell’amore autentico” come proposto da Papa Francesco. Un ringraziamento da parte dei vescovi giunge anche alle autorità e associazioni della società civile che provano ad arginare le situazioni di violenza, povertà e crisi delle famiglie attraverso progetti di edilizia abitativa e servizi di base.

I vescovi suggeriscono quindi l’istituzione di una “settimana nazionale della famiglia” da celebrarsi la terza domenica di avvento. L’auspicio va di pari passo con l’invocazione di un rafforzamento della pastorale familiare, che passa da una più attenta preparazione prematrimoniale, da una maggiore vicinanza a separati, divorziati e a famiglie con fragilità e dalla formazione di operatori pastorali.

Non vengono trascurati altri aspetti sociali: la violenza, l’aborto, il surriscaldamento globale, il carcere. “La misericordia – precisano i presuli  – ispiri la pratica della giustizia, spesso  invece strumentalizzata da interessi politici e dalla corruzione”: “l’uso del carcere preventivo senza sentenza definitiva e protratto per lungo tempo –  scrivono – minaccia il diritto alla presunzione di innocenza, dando luogo a condizioni disumane nelle carceri”.

A proposito di misericordia, il pensiero dei vescovi boliviani si rivolge alla chiusura dell’Anno Santo. “Siamo stati testimoni di molti fratelli che hanno sperimentato l’abbraccio misericordioso del Padre nell’Eucarestia, nella Riconciliazione, nei pellegrinaggi e nelle opere di misericordia”.

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