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Vertice Italia-Santa Sede su emergenze sociali e legge biotestamento

Le delegazioni italiana e vaticana si sono incontrate ieri a Palazzo Borromeo per la ricorrenza dei Patti Lateranensi

Occupazione, giovani, migrazioni, ma anche ruolo dell’Italia nell’Unione Europea e legge sul biotestamento. Temi di stringente attualità sono stati al centro del vertice bilaterale tra Italia e Santa Sede, in occasione della ricorrenza dei Patti Lateranensi.

Insieme al card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, erano presenti a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, il sostituto della segreteria di Stato, monsignor Angelo Becciu, il segretario per i rapporti con gli Stati, monsignor Paul Gallagher, i monsignori Borgia e Camilleri, il cardinale Attilio Nicora e i vertici della Conferenza episcopale italiana, il cardinale presidente Angelo Bagnasco e il monsignore segretario Nunzio Galantino.

“La maggior parte dell’incontro – spiega il card. Parolin alla Radio Vaticana – è stato dedicato proprio alle emergenze sociali dell’Italia, come ad esempio dell’occupazione, del lavoro, soprattutto il tema dei giovani, delle migrazioni; in questo senso c’è molta preoccupazione”.

Non meno preoccupazione, da parte vaticana, per il ddl sul biotestamento, all’esame della Camera dei Deputati. “La nostra preoccupazione per la riduzione di tutta la problematica sull’autodeterminazione della persona, mentre ci dovrebbe essere un’apertura maggiore, per esempio, al dialogo tra medico e paziente”, ha spiegato il segretario di Stato della Santa Sede.

 

Venendo al ruolo dell’Italia nell’Ue, Parolin ha avuto modo di parlare di nuovo dei “populismi”. “La chiusura non è mai una buona politica, no? – ha detto -. Quindi questa incapacità di accogliere, di integrare può essere pericolosa. D’altra parte la storia ce lo insegna. Cerchiamo almeno che la storia non si ripeta nei suoi aspetti più negativi”.

 

Oltre al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e alle due più alte cariche dello Stato, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente del Senato Pietro Grasso, la delegazione italiana era formata dai ministri Angelino Alfano (Esteri), Marco Minniti (Interno), Pier Carlo Padoan (Economia), Roberta Pinotti (Difesa), Valeria Federli (Pubblica istruzione) e la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi.

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