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Proteste in Venezuela (Foto: 2014) / Wikimedia Commons - Jsnake17, CC BY-SA 4.0

Venezuela: “Non possiamo tacere davanti alla repressione”

Lettera dei sacerdoti e diaconi della diocesi di Ciudad Guayana

“Nel nome di Dio e di questo popolo sofferente, Vi prego, Vi supplico, Vi ordino: fermate la repressione!”. Questo lo storico appello del martire e beato Oscar Arnulfo Romero (1917-1980), che i sacerdoti e diaconi della diocesi di Ciudad Guayana — la “porta settentrionale” dell’Amazzonia nello Stato venezuelano di Bolívar — citano in una lettera alla popolazione.

Aveva già ricordato le stesse parole il cardinale arcivescovo di Caracas, Jorge Urosa Savino, nella sua omelia di domenica 21 maggio scorso in occasione della Giornata di preghiera per la pace in Venezuela, organizzata in tutte le diocesi del Paese.

Come riferito dall’agenzia Fides, la lettera intitolata “Non possiamo tacere davanti alla repressione” è stata letta domenica 28 maggio in tutte le chiese della diocesi, che è in attesa della nomina di un nuovo vescovo.

Nel testo gli autori deplorano la violenza delle forze di polizia contro la popolazione pacifica e ribadiscono la necessità che la Costituzione venga rispettata nel Paese sudamericano, che sta attraversando una profonda crisi economica e politica.

In piena sintonia con la Conferenza Episcopale del Venezuela (CEV), la lettera del clero della diocesi di Ciudad Guayana ricorda che “una via privilegiata e indispensabile per realizzare l’esercizio democratico è il percorso elettorale” e respinge a sua volta la convocazione di un’Assemblea Costituente, come proposta dal presidente Nicolás Maduro. “Dobbiamo andare alle elezioni generali nel più breve tempo possibile”, sottolinea la lettera.

Nel testo gli autori ricordano anche la lettera del cardinale Segretario di Stato ed ex nunzio apostolico a Caracas, Pietro Parolin, e denunciano “il progressivo deterioramento della situazione generale del Venezuela, il cui volto più visibile è l’aumento degli omicidi e la fame”. Secondo la Caritas nazionale, l’11% dei bambini venezuelani sono affetti da malnutrizione grave.

In varie occasioni la Santa Sede e papa Francesco stesso hanno espresso la loro preoccupazione per l’aggravarsi della situazione e lo stallo politico in Venezuela. Dopo il Regina Caeli di domenica 30 aprile 2017, il Pontefice aveva dedicato parole forti alla crisi venezuelana, rivolgendo “un accorato appello al Governo e a tutte le componenti della società venezuelana affinché venga evitata ogni ulteriore forma di violenza, siano rispettati i diritti umani e si cerchino soluzioni negoziate alla grave crisi umanitaria, sociale, politica ed economica che sta stremando la popolazione.”

Nell’occasione, il Santo Padre aveva affidato alla Madonna “l’intenzione della pace, della riconciliazione e della democrazia in quel caro Paese”. (pdm)

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