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Venezuela: madre di un prigioniero politico si incatena in Vaticano

“Chiediamo aiuto a papa Francesco perché ci aiuti a liberare mio figlio”

Antonieta Mendoza de López, madre di Leopoldo López, si è ‘incatenata’ simbolicamente davanti al Vaticano, per chiedere la mediazione di papa Francesco per la liberazione di suo figlio. Il giovane López è un leader opposizione venezuelana, ex sindaco di Chacaho, in carcere ormai da più di mille giorni.

Leopoldo López fu condannato il 10 settembre 2015 nel suo paese a più di 13 anni di reclusione, con l’accusa di incitazione alla violenza, attraverso messaggi diffusi sui social network. Assieme alla signora Antonieta vi sono la moglie di López, Lilian Tintori, e Mitzi Capriles de Ledesma, moglie dell’ex sindaco di Caracas, Antonio Ledezma, anche lui in carcere, con l’accusa di aver preparato un golpe ma mai processato.

“Sono sicura che il cuore del Papa sta con noi, so che ci aiuterà e abbiamo fiducia in lui”, ha affermato la madre di Leopoldo López. Pur sapendo delle trattative in corso tra governo e Santa Sede, per trovare una soluzione alla situazione critica del paese, la donna ha affermato: “Ci piacerebbe se il Santo Padre potesse riceverci per ascoltare la voce dei parenti dei prigionieri politici”.

“Siamo qui per sollecitare la liberazione di Leopoldo López, di Antonio Ledezma e di tutti i prigionieri politici venezuelani, finiti in carcere solo per aver dissentito nei confronti di un regime dittatoriale. Loro sono innocenti, ci sono più di 107 prigionieri politici che stanno subendo torture fisiche e psicologiche”, ha aggiunto la donna.

“Siamo qui per sollecitare la Santa Sede e Sua Santità Papa Francesco perché esorti il governo venezuelano a rispettare le disposizioni e le risoluzioni internazionali, perché tutti – Nazioni Unite, Organizzazione degli Stati Americani, Human Right Watch, Commissione Interamericana dei Diritti Umani – chiedano la liberazione immediata dei prigionieri politici”.

“E poiché il dialogo in cui crediamo sia efficace e dia al Venezuela, la possibilità di uscire da questa crisi, è necessario che vengano liberati i prigionieri politici. Questa è la ragione della nostra protesta pacifica, simbolica, morale ed etica”.

Antonieta Mendoza de López ha menzionato tre condizioni che l’opposizione ritiene necessarie perché il dialogo possa funzionare: la liberazione dei prigionieri politici, il cronogramma elettorale e l’apertura di canali umanitari.

“Voglio ricordare che il Governo ha rubato ai venezuelani il diritto costituzionale di esercitare il voto, seppellendo il referendum revocatorio che doveva tenersi in questo 2016”, ha detto. Quanto al secondo punto, ha spiegato che “il Venezuela versa in una crisi umanitaria, alimentare e sanitaria” e che “ci sono migliaia di tonnellate di medicine donate da paesi fratelli che giacciono nei porti venezuelani, senza che il governo li lasci entrare, pur di non riconoscere quello che sta succedendo”.

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