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Vatileaks 2: rivelate le motivazioni della sentenza

La divulgazione di documenti riservati non ha messo a repentagli interessi fondamentali della Santa Sede

Sono state pubblicate ieri le motivazioni della sentenza del processo di Vatileaks 2, per appropriazione e divulgazione illecita di documenti riservati della Santa Sede.

Al termine del processo, lo scorso 7 luglio, erano stati condannati monsignor Lucio Angel Vallejo Balda, ex sottosegretario della Prefetura degli Affari Economici (recentemente scarcerato) e della Commissione di studio e di indirizzo sull’organizzazione economico/amministrativa della Santa Sede (COSEA), e Francesca Chaouqui, commissario della COSEA.

Nel processo, iniziato nel novembre 2015, era stato assolto il segretario esecutivo della COSEA, Nicola Maio, mentre per i giornalisti Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi era stato dichiarato il difetto di giurisdizione.

Nelle motivazioni, racchiuse in un documento di 86 pagine, si mettono in luce la specificità del diritto dello Stato della Città del Vaticano, il tema della libertà di manifestazione del pensiero, e si puntualizza che i documenti illecitamente divulgati non mettono a rischio interessi preminenti della Chiesa e del Vaticano.

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